TUTTI IN CODA DISPERATAMENTE AL MERCATO DEI VALORI, MA NON A QUELLO DEI DIRITTI

“E’ significativo – amaramente significativo – che un gruppo di parlamentari di “Futuro e libertà” abbia sentito l’esigenza di assicurare che il neo-partito di Gianfranco Fini pur se laico è alieno da simpatie e rischi di “fondamentalismo laicista”; e che si abbia cura di specificare cosa si intenda per “fondamentalismo laicista”: i diritti e le facoltà che possono riguardare i vari aspetti, anche quelli più laceranti e dolorosi, della nostra vita. Nella loro foga di apparire ed essere più affidabili agli occhi delle gerarchie vaticane, cioè più clericali dei clericali stessi, si abbandonano ad affermazioni come “dobbiamo essere vigili rispetto alle trappole del relativismo etico”; e non trovano di meglio che citare il presidente della CEI Bagnasco, a proposito di quello che viene definito “lento suicidio demografico”, e che altro non è se non la procreazione responsabile e frutto di amore consapevole, in luogo del “crescete e moltiplicatevi” che non per un caso è la cifra di tutti i totalitarismi di ieri e di oggi.

Ai tanti difensori, a parole, della vita, va ricordato che da una parte c’è la comunità dei credenti, che – come certificano tutti i sondaggi demoscopici – è in sintonia con le proposte radicali, laiche e liberali per allargare la sfera delle possibilità, dei diritti e delle facoltà; dall’altra ci sono i patetici tentativi di accreditarsi presso gerarchie vaticane che vogliono imporre obblighi e divieti, e contemporaneamente passano – letteralmente – all’incasso, in un simoniaco mercato. In questa loro rincorsa a chi è più clericale, fanno un doppio errore: si illudono di coprire uno spazio già stato occupato – e con maggior profitto da entrambe le parti – dal PdL; dall’altra deludono speranze e aspettative di quell’elettorato laico e moderato che certamente non può riconoscersi in Berlusconi e nel berlusconismo, e neppure in quella parte del FLI rappresentato dagli otto parlamentari firmatari della lettera al “Corriere della Sera”. Ben presto si accorgeranno che la concorrenza ai Sacconi, alle Roccelle, alle Binetti e ai Volonté non paga. Anzi, ne saranno le prime vittime.

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