Amianto, ex Inar un caso nazionale

ROMANENGO — Viene citato anche il caso dei lavoratori del paese e di Offanengo dell’ex Inar, deceduti per i tumori correlati all’esposizione all’amianto, nell’interrogazione urgente al presidente del Consiglio e ai ministri della Salute e dell’Ambiente, presentata nei giorni scorsi dalla deputata Maria Antonietta Farina Coscioni, co-presidente dell’associazione Luca Coscioni. L’esponente dei radicali traccia un preoccupante quadro sulla situazione in Italia derivante dalla presenza di amianto e cita dati che parlano di circa tremila morti ogni anno correlati all’esposizione all’asbesto. Il caso di Romanengo è in nutrita compagnia. Nell’interrogazione, vengono ricordati gli episodi accaduti a Broni (Pavia), Monfalcone (Gorizia), La Spezia e altri ancora. L’interrogante chiede al Governo la verità su questi e altri fatti. Inoltre vuole sapere «quali urgenti iniziative, si intendono promuovere, in particolare cosa osti al varo del decreto attuativo che consentirebbe di effettuare i risarcimenti previsti alle famiglie delle vittime e dei malati, se sia vero che i lavoratori impiegati nelle ditte per lo smaltimento dell’eternit non risultino inseriti dall’Inps nelle categorie a rischio, ma siano equiparati a operai edili, se non si ritenga di dover istituire una commissione per l’accertamento della situazione per quanto riguarda quanto avvenuto e le possibile future conseguenze».

 

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