LETTERA AL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO BERLUSCONI

”Giunta al dodicesimo giorno di sciopero della fame – iniziativa nonviolenta e gandhiana cui si sono uniti altri sei parlamentari radicali, del Pdl e del Pd, ed è sostenuta dal digiuno di oltre 400 cittadini – ho deciso di investire ufficialmente, formalmente il presidente del Consiglio Berlusconi della questione. Registro, infatti, con amarezza il silenzio, l’indifferenza e l’incredibile ritardo del Ministro del Lavoro, della salute e delle politiche sociali e del Vice-ministro Fazio che – smentendo le sue stesse affermazioni (in risposta a una mia interrogazione), non hanno neppure provveduto a inviare i nuovi livelli essenziali di assistenza (LEA) alla sede di Conferenza Stato-Regione. Il Vice-Ministro Fazio aveva promesso di farlo entro martedì 17 novembre. L’ennesima bugia. E’ un’inerzia incomprensibile e al limite dell’indecenza. Si continua cinicamente a giocare sulla pelle dei malati!

 


 


 

Al Presidente del Consiglio
On. Silvio Berlusconi
Palazzo Chigi
S E D E

 

 

Illustre Presidente,

 

 

Le scrivo perché ritengo necessario e opportuno informarLa dell’iniziativa di dialogo e di lotta insieme, gandhiana e nonviolenta, che sto conducendo dalla mezzanotte di sabato 7 novembre.

 

Mi permetto di riassumere i termini della questione.

 

Sabato 7 novembre ho appreso che alcuni malati di Sclerosi Laterale Amiotrofica, i signori Salvatore Usala, Giorgio Pinna e Mauro Serra, avevano deciso di intraprendere uno sciopero della fame; intendevano così denunciare di essere costretti a vivere una situazione al limite della disperazione, senza aiuti economici adeguati e l’assistenza di cui hanno pur diritto.

 

Il giorno successivo mi sono recata a Cagliari, in visita di solidarietà e sostegno a uno di questi malati in lotta, perché mi sembrava doveroso assolvere anche così ai miei doveri di parlamentare, oltre che di cittadina e di militante del Partito radicale nonviolento. Contemporaneamente ho intrapreso uno sciopero della fame, sostenuta da quasi 400 cittadini, che spontaneamente si sono aggiunti a me, e tra loro, il collega on. Maurizio Turco. Una iniziativa, ripeto, di lotta e di dialogo nonviolento, finalizzata ai seguenti obiettivi:

  1. Rendere noto l’effettivo utilizzo dei finanziamenti stanziati nel 2007 e nel 2008 per i “comunicatori” di nuova generazione, che consentono ai soggetti con gravi patologie e con compromissione della facoltà di parlare, di interagire con il mondo esterno.

  2. Rendere effettiva ed operativa l’approvazione della nuova versione dell’assistenza protesica del nuovo Nomenclatore, in modo che sia garantita la fornitura adeguata ad ogni persona con disabilità.

  3. Adottare le linee guida cui le Regioni si conformano nell’assicurare un’assistenza domiciliare adeguata per i soggetti malati di sclerosi laterale amiotrofica.

Giovedì 12 novembre, come rappresentante dell’Associazione Luca Coscioni – di cui sono co-presidente – ho partecipato ai lavori della Consulta per le malattie neuromuscolari. In quella sede ho avuto l’amara sorpresa di apprendere che il ministero della Salute, rispondendo a una mia precisa interrogazione (5-00958), aveva detto il falso: aveva infatti assicurato che la questione relativa al Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri (DPCM) sui nuovi Livelli Essenziali di Assistenza (LEA) era già approdata in sede di Conferenza Stato-Regioni. Come ho detto, ho avuto l’amara sorpresa di apprendere che non era vero. Il vice-ministro Ferruccio Fazio ha infatti dichiarato: “Siamo molto vicini all’invio dei LEA alla Conferenza Stato-Regioni”. Il contrario di quanto era stato assicurato il 20 ottobre scorso. Il Ministero, insomma, ha ammesso di non aver fatto nulla di quanto era sua competenza e dovere, e ha promesso di investire la Conferenza Stato-regioni nei prossimi giorni.

Il vice-ministro Fazio ha ritenuto di dover accompagnare questa sua promessa con un’affermazione che si commenta da sola: assicurando che era questione di poche ore, al massimo martedì 17 novembre, ha liquidato la mia iniziativa – che peraltro, come ho detto, è sostenuta da circa 400 persone, malati e le loro famiglie, e da molti parlamentari, alcuni dei quali ancora in sciopero della fame – come una questione di perdita o no di peso, una dieta insomma. Ebbene, al di là dell’affermazione che non mi offende, constato che, ancora una volta, non si è fatto nulla di quanto assicurato, e si continua a giocare sulla pelle dei malati!

Non ho alcuna intenzione di assistere inerte a questa situazione; proseguirò lo sciopero della fame , oggi giunto al 12esimo giorno, che ora si “arricchisce” di un ulteriore obiettivo:

il Ministero della Salute faccia finalmente quello che da tempo doveva fare e che non ha trovato tempo e modo di espletare, e consenta così alla Conferenza Stato-Regione di procedere rapidamente.

Confido dunque in un Suo intervento, che auspico sia tempestivo per chiudere una vicenda che da troppo tempo attende di essere risolta. I malati, le loro famiglie stanno attendendo da troppo tempo che si faccia quello che, voglio ancora credere e sperare, non si è fatto per mera burocrazia, ma che si traduce in un formale, sostanziale e grave mancato rispetto del diritto e dei loro diritti.

Distinti saluti

 

Maria Antonietta Farina Coscioni
Deputata radicale e co-presidente dell’Associazione Luca Coscioni

Roma, 19 novembre 2009

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