QUEI REGALI BIOETICI AL VATICANO

 

Il calo di fiducia nei confronti di Berlusconi è ormai un dato di fatto, certificato anche dai sondaggi demoscopici. Visibilmente in crisi – crisi politica – governo e maggioranza di centrodestra, tentano di riguadagnare consenso giocando la carta dei cosiddetti temi «eticamente sensibili»; così, ecco l’attacco alle unioni di fatto, come a quelle di persone dello stesso sesso; il no alle adozioni da parte dei single, l’accelerazione dell’approvazione del testo sul biotestamento. Parallelamente il Comitato Nazionale di Bioetica, organismo di nomina governativa esprime parere favorevole all’obiezione di coscienza dei farmacisti che non vogliono vendere la pillola del giorno dopo.

Si avalla così il lavorio del ministro Sacconi, secondo il quale il ddl Calabro che il 7 marzo prossimo approderà alla Camera metterebbe «in sicurezza, rispetto ai concreti pericoli di incursione di un magistrato ideologizzato, i comportamenti che nella realtà fattuale i cittadini realizzano nel nome di quella percezione del valore della vita che è e deve rimanere così radicata nella nostra coscienza collettiva». Linguaggio contorto per sostenere che non è la singola persona ad avere il diritto di decidere quando la sua vita non è più degna d’essere vissuta, ma lo Stato o i suoi delegati.

Una serie di cadeaux, insomma, che Berlusconi offre alle gerarchie vaticane, nel tentativo di recuperare quel consenso che il mondo cattolico gli nega. La delegittimazione della scuola pubblica per esempio, è il primo passò per poter garantire finanziamenti diretti alla scuola privata a cui sono già stati assicurati sostanziosi «contributi» e «sostegni». La partita, insomma, si sta giocando sul terreno della bioetica, della libertà di ricerca, la legge sul biotestamento.

Appare evidente che il governo e la sua maggioranza non hanno alcun interesse a cogliere gli aspetti scientifici della questione, e cioè che nutrizione e idratazione artificiali sono terapie mediche. Recentemente l’Ordine dei medici ha diffuso un documento in cui si ribadisce che sono trattamenti sanitari. Tutti i sondaggi certificano che almeno l’80% degli italiani, cattolici compresi, vogliono decidere del loro destino con l’aiuto del proprio medico e dei familiari a quali terapie sottoporsi o meno; e ritengono che sia giusto tutelare chi vuole usare ogni tipo di terapia in ogni caso, ma che debba essere anche rispettato chi quelle terapie le rifiuta ; e che una legge sul fine vita debba avere contenuti giuridici e non etici, perché questi ultimi ognuno ha il diritto di trovarseli da solo, secondo quello che gli detta la coscienza. Questi sono i termini della questione. Ed è questo fondamentale diritto dì tutti e di ciascuno che va difeso, tutelato, conquistato.

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