Umbria: legge elettorale regionale, la legalità violata

Dire che si tratta di una legge voluta e varata da lorsignori per rendere più difficile, se non impossibile, l’ingresso a Palazzo Cesaroni di altre forze politiche e mantenere, quindi, l’attuale assetto è troppo poco. E’ bene sottolineare, perché a qualcuno può sfuggire, che è stata approvata non solo con i voti dei consiglieri di Pd, Prc e Sinistra per l’Umbria ma anche con quelli del Pdl, dimostratasi mai come in questo caso opposizione di sua maestà.

Le nuove disposizioni, che saranno applicate per la prima volta in queste elezioni regionali cozzano apertamente con la legge nazionale che prevede un margine di ben 180 giorni (sei mesi) per raccogliere le firme necessarie alla presentazione delle liste. Con la normativa regionale, entrata in vigore il 21 gennaio, viene, invece, lasciato appena un mese, e neanche. Non si cambiano le regole del gioco, le leggi elettorali, prima di entrare in campo. E’ vergognoso.

Evidentemente in Umbria ci si ritiene esenti dalla legalità se poco prima delle elezioni si cambia e truccano le regole. E che cambiamenti. Il numero delle firme richieste sono state addirittura elevate a 1.200 per la circoscrizione di Terni e a 2.000 per la quella di Perugia.

Sono stati, inoltre, esonerati dalla raccolta i partiti già costituiti in gruppi consiliari violando in tal modo il principio di uguaglianza sancito dall’art. 3 della Costituzione.

Tutto questo è affermazione di legalità o non è piuttosto ennesima espressione di prepotenza e antidemocraticità?

Francesco Pullia
Direzione nazionale Radicali Italiani

Tommaso Ciacca
Coordinatore regionale Lista Bonino Pannella

Massimiliano Bardani
Circolo radicale “Ernesto Rossi” – Terni

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