ULTIME POLTRONE: VELTRONI “FA FUORI” PARISI PER RUTELLI

Si parte dagli incarichi reali. Ne.î prossimi giorni Walter Veltroni dovrà riempire le caselle delle due commissìoni di garanzia (Copasir e Vigilanza) e, in un momento delicato per gli equilì.bri interni, la decisione è complessa. Per il Copasir salirebbero le quotazioni di Francesco Rutelli a scapito di. Arturo Parisi. La scelta, spiegano ambienti del Loft, è motivata dal fatto che Rosy Bindi, considerata nell`area vicina al ministro della Difesa che la sostenne in occasione delle primarie, è già stata eletta vicepresidente della Camera.

Ma ambienti parlamentari, vicini a Parisi, evidenziano che è stato Veltroni a chiedere nelle scorse settimane la disponibilità al ministro della Difesa e contestano la logica delle correnti: «Tutti sanno che non esiste un`area Bindi-Parisi, come ha certificato anche EuropaO e poi competenza e prassi istituzionali sono dalla parte di Parisi. Non è il Pd il partito delle competenze?». Critica che nasce dal fatto che in genere, a coprire la casella del Copasir è finora andato un esponente politico che si è occupato di Servizi, in genere ex ministri o sottosegretari dell`Interno o della Difesa, alternando per prassi, da una legislatura, all`altra, un senatore a un deputato.

L`altra carica da ricoprire è poi la presidenza della. Vigilanza Rai. Per gli equilibri interni al Pd e per il atto che ,111v stia puntando i piedi a sostegno di Leohica.

Orlando, sembra più difficile che ce la faccia il rutelliano Paolo Gentiloni, Nei prossimi giorni, spiegano fonti dell`Italia dei Valori, dovrebbe esserci un incontro per chiarire il problema dopo che Di Pietro ha alzato la voce chiedendo risposte, I rutelliani, invece, la prendono con filosofia: «Come diceva Goethe -è il consiglio di Renzo Lusetti- è meglio non ritornare nel posto dove sei stato felice».

Dal canto suo, Beppe Fioroni, conversando con i cronisti in Transatlantico alla. Camera, smentisce le voci che lo vorrebbero in corsa per un “tandem” con Goffredo Bottini: «Non voglio fare quello che fa lui», dice. E ironizza sul “peso” di entrambi: «Ve lo immaginate un tandem con me e Bettini sopra? Potrebbe andare solo in discesa…».

E’ guerra anche sul governoombra, che domani Veltroni presenterà in conferenza stampa. Di Pietro non nasconde (li provare «sconcerto e amarezza» per la decisione del leader del Pd di «andare avanti da solo» visto che non lia coinvolto nessun esponente del “gabbiano che vola”: «Per noi Veltroni è e resta il leader della coalizione alleata spiega l`ex pm -ma ci dispiace che ogni giorno lui prenda decisioni da solo senza. consultarci, come se noi non ci fossimo, ben sapendo che lui da solo non va (la nessuna parte».

«E’ evidente -aggiunge- che non ci si possa sposare da soli se l`altro (lei due non vuole_ ma noi continueremo a insistere perché vogliamo dare il nostro contributo per un`opposizione seria e concreta» e perché siamo una forza che è cresciuta e che può contare ora su 43 parlamentari)».

«L`Idv – sottolinea più volte non è a caccia di poltrone, ma vuole condividere ruoli di. responsabilità. Non capisco perché quando sono gli altri che aspirano a qualche incarico si dica che “vogliono contribuire fattivamente alla crescita di qualcosa.”, mentre se siamo noi ad esprimere un desiderio di questo tipo, ci accusano di volere solo delle poltrone…». Comunque -è l`appello dì Di Pietro- ci auguriamo che Veltroni superi il suo buonismo di facciata e si decida a fare un`opposizione davvero concreta altrimenti del governo ombra non resterà che l`ombra…».

Imbarazzo pure nei radicali. «Apprendo dai giornali che il mio nome è tra quelli dei mini stri Ilei governo-ombra del Partito democratico — afferma Maria Antonietta Farina Coscioni -Personalmente non ho ricevuto alcun invito o avuto alcun contatto con il Loft. Ma ciò che, invece, in questo momento, mi preme dire è che l`esperienza e il lavoro dell`Associazione Luca Coscioni per la libertà di ricerca scientifica sono a disposizione della maggioranza e della opposizione», Come dire, dei governo-ombra chi se ne importa.

Il capogruppo del Pd a Montecitorio, Antonello Soro, non si fa scappare l`occasione per attaccare l`Italia dei Valori. «Il governo ombra è semplicemente il Pd che organizza la stia opposizione. Di Pietro ha scelto di non far parte del nostro partito e ha formato un gruppo autonomo…», dice. Poi aggiunge: «Di Pietro ha scelto di dire sì solo al programma elettorale dandoci durante queste politiche il suo sostegno e già questo è un fatto importante».

Fulvio Carro
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