TROPPE SPECULAZIONI SU ELUANA: GIORNALISTI, AIUTATECI A INFORMARE

Molti hanno accusato i giudici della Corte di Cassazione e della Corte d`Appello di Milano di “invasione di campo”. No, quei giudici – e li ringrazio per questo – ci hanno consentito di “conoscere” la volontà di Eluana, una volontà che va difesa e tutelata, perché troppi sono gli anatemi che in queste ore vengono scagliati contro la “persona” e proprio da chi si erge a difesa della “vita”. Una sentenza che molti commentano evidentemente senza saper bene di che cosa parlano. Purtroppo Eluana si trova in stato di coma vegetativo. Che senso ha, dunque, ipotizzare che un giorno si possa “risvegliare”; e sostenere – lei che non è cosciente di nulla – che risponde e reagisce alle sollecitazioni che vengono fatte? Perché insinuare il sospetto di una sua sofferenza, quando sappiamo tutti che è assolutamente insensibile? Di tutte le speculazioni, quella sul dolore è la più odiosa, inaccettabile. Credo sia davvero venuto il momento di dire Basta! Tacete, abbiate rispetto!

Eluana è il paradigma di tante altre persone che, come lei, sono vittime di decisioni imposte e non volute; e non è accettabile alcuna discriminazione per effetto della attuale incapacità a pronunciarsi e del mancato riconoscimento di volontà precedentemente espresso sulla base di prove. Per questo ho deciso di promuovere una mozione ” a sostegno della volontà di Eluana”,alla Camera dei deputati, che impegna il Governo a fare in modo che siano adottate in tempi brevi misure volte al riconoscimento legale dello strumento della dichiarazione anticipata di volontà in ambito sanitario (il cosiddetto «testamento biologico”) con la nomina di un rappresentante fiduciario, in caso di incapacità, a tutela volontà e della libertà di scelta della persona. Si impegna inoltre il governo ad attivarsi perché la sanità pubblica non frapponga ostacoli al rispetto della volontà di Eluana, come indicato nella sentenza della Corte di Appello di Milano.

Ho inoltre depositato una proposta di legge in materia di “consenso in formato e di dichiarazioni di volontà anticipate nei trattamenti sanitari”. Perché c`è chi non vuole pronunciarsi sulla propria morte, né scegliere in alcun modo, affidandosi a quello che sarà; una scelta rispet tabile, e che – ovviamente – va rispettata. Ma va rispettata anche la volontà di chi non accetta di dover continuare a vivere in situazioni di coma vegetativo. Penso che si debba consentire la possibilità di scegliere tra le due opzioni: non un obbligo, ma una facoltà.

Si tratta di questioni urgenti e importanti, certo dolorose e laceranti, da trattare con rispetto e senza strumentalizzazioni; di interesse collettivo, più diffuse e frequenti di quanto si possa immaginare. E` del 2005 una commissione istituita dal ministero della Salute che ha reso noti i risultati di un`indagine dalla quale emergeva che «nel nostro paese erano circa 2000-2500 i pazienti che, come nel caso di Eluana, si trovano in una condizione di coma vegetativo. La stima della commissione .era che il numero di pazienti di questo tipo oscillava tra i 3,5 e i 5 ogni 100mila abitanti; e che erano necessari 3-4 posti letto in strutture specializzate ogni 10Omila abitanti. Situazioni «al limite”, vengono definite; e si sottolinea che in Italia esistono pochissime strutture specializzate, e pochissimi i medici preparati ad affrontare casi con patologie complesse.

Un`adeguata informazione può fare molto perché su queste vicende torni a calare il silenzio. Caro Direttore, cara “Liberazione vi chiedo esplicitamente di darmi una mano. Ci conto.

Maria Antonietta Farina Coscioni
Deputata radicale nelle liste del PD
co-presidente dell`Associazione Luca Coscioni
per la libertà di ricerca scientifica

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