Terapie del dolore, scontro in Commissione Il Pd: La maggioranza affossa la legge

ROMA – E’ scontro tra maggioranza e opposizione sul ddl “Cure palliative e terapia del dolore”. Il Pd nel tardo pomeriggio ha abbandonato i lavori sul disegno di legge in Commissione Affari Sociali alla Camera, un gesto di protesta “contro il governo e la maggioranza che affossano la legge” spiega il deputato Livia Turco che aggiunge: “E’ stata depositata la relazione della commissione Bilancio, nella quale il presidente Giorgetti mette nero su bianco che per ogni punto della legge non esiste copertura finanziaria. Vale a dire che il governo non stanzia un euro e chiede al Parlamento di approvare una legge di principi a costo zero. Questo è inaccettabile, i pazienti non saprebbero che farsene. Noi faremo tutto il possibile per impedire che l’esecutivo prenda in giro i malati gravi approvando una cinica legge spot”.

A Turco, capogruppo Pd in Commissione, replica immediatamente il viceministro alla Salute, Ferruccio Fazio: “Chi dice che non vengono date risorse aggiuntive per il disegno di legge sulle cure palliative, non dice la verità, la posizione della commissione Affari sociali, che è assolutamente condivisa dal governo, è che attività di tipo sanitario, che sono come noto gestite dalle Regioni, debbano avvalersi non di finanziamenti spot o isolati, bensì di finanziamenti erogati in modo congruo rispetto al resto del finanziamento del Servizio sanitario nazionale”.

Con Fazio è d’accordo Giuseppe Palumbo, presidente della Commissione Affari Sociali. “Sono rammaricato
– spiega il presidente – dal fatto che i deputati dell’opposizione abbiano abbandonato l’aula. L’unica a restare è stata Maria Antonietta Farina Coscioni Comunque si tratta di un ddl sul quale stiamo lavorando tutti da un anno: opposizione e maggioranza. Sto facendo il possibile perché possa diventare legge al più presto apportando alcune modifiche, direi necessarie ma che non stravolgono il testo che avevamo condiviso”.

In realtà Coscioni ci spiega che è rimasta in aula per riaffermare il principio sostenuto da mesi dai Radicali: “Stralciare dal testo sul testamento biologico la parte delle cure palliative è stato un grave errore. Perché l’intervento reale deve avvenire sul dolore, sulla cura, sul paziente. E per fare tutto questo c’è bisogno di fondi e di strutture”.

L’argomento centrale resta quello dei soldi, dunque. “A marzo, in Conferenza Stato-Regioni sono stati stanziati 100 milioni per le cure palliative e la terapia del dolore e stiamo lavorando per trovarne ulteriori tre milioni” sostiene Palumbo. Ma Livia Turco ricorda che negli ultimi tre mesi il viceministro Fazio “è venuto spesso alla Camera per rassicurarci sulla copertura finanziaria: oggi invece smentisce se stesso e dimostra solo di subire i diktat di Tremonti e Giorgetti”. Non va dimenticato l’importanza delle palliative e della terapia del dolore: Italia i malati non guaribili sono circa 150mila ogni anno, e il nostro Paese è agli ultimi posti nella UE, per somministrazione e spesa dei farmaci oppioidi.

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