MORGAN-GIOVANARDI, FARINA COSCIONI: SOTTOSEGRETARIO CALMI I SUOI FURORI FORCAIOLI

 

Il sottosegretario Carlo Giovanardi ha perso ancora una volta una buona occasione per tacere; evidentemente, non basta riempire le celle di tossicodipendenti grazie a una legge criminogena che porta anche il suo nome; e non sono sufficienti le vergognose dichiarazioni rese sul caso Cucchi, cui ha fatto seguito una patetica retromarcia; Giovanardi ora ne colleziona un’altra, scagliandosi contro la puntata di “Anno Zero”, colpevole di aver dedicato una puntata al caso Morgan, e definita “un inno alla droga”.

Ho mille e un motivo per dolermi per le trasmissioni di “Anno Zero” e per il comportamento di Michele Santoro, che – al pari di altri conduttori di approfondimento politico – per tutti questi anni hanno discriminato e censurato Marco Pannella, Emma Bonino, i radicali, i loro temi e iniziative politiche. Per queste discriminazioni e queste censure, che nonostante i ripetuti richiami e denunce delle autorità di garanzia permangono e anzi si aggravano, Giovanardi e il suo governo assistono indifferenti e compiacenti; salvo poi insorgere quando – raramente – accade di assistere a trasmissioni che “steccano” rispetto ai diktat governativi.

Siamo arrivati al punto che perfino Adriano Celentano dà fastidio e gli va tolta la possibilità di esprimersi. E’ la conferma che si vogliono, su questioni come la droga e la tossicodipendenza, trasmissioni ideologicamente e pregiudizialmente schierate. E’ il proibizionismo ad alimentare i guasti e i danni che Giovanardi evoca. Invece di stolte e impossibili proibizioni e crociate ideologiche occorre informazione corretta, e molta comprensione per le vittime di questi drammi, non gli sproloqui e le crociate in cui Giovanardi si distingue pensando in questo modo di guadagnare brandelli di consenso.

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