Soppressione delle trattenute per la riscossione delle quote associative e sindacali tramite gli enti previdenziali e disposizioni concernenti gli accordi fra privati per il versamento di tali quote ( 259 )

Onorevoli Colleghi! – La proposta di legge che qui si illustra ha lo scopo di abolire il meccanismo della riscossione automatica delle quote associative e sindacali. In tale modo si intende riaffermare quel principio di democrazia e di trasparenza che l’automaticità delle trattenute nega in radice. La disciplina oggi vigente, infatti, fa sì che chi si sia iscritto una volta, magari molti o moltissimi anni prima, a un sindacato, rischi di rimanere tale a vita, continuando a versare le quote senza neanche saperlo, e di non poter recedere se non a prezzo di trafile onerose e dagli esiti incerti, le cui procedure sono controllate dalle burocrazie di quelle stesse organizzazioni che dovrebbero rendere effettive le disdette. Peraltro, il meccanismo delle trattenute automatiche assicura enormi rendite di posizione alle organizzazioni beneficiarie – basti pensare che, secondo dati diffusi dalla CGIL, il turn-over degli iscritti rispetto all’anno precedente risulta oscillare tra il 10 e il 12 per cento appena – rendendo in tale modo pressoché impossibile il controllo democratico sui soggetti ai quali si è iscritti e determinando una profonda distorsione nella stessa vita democratica del Paese. Ad esempio, il numero delle pensioni erogate dall’Istituto nazionale della previdenza sociale (INPS) per le quali sono state disposte trattenute sindacali per l’anno 2007 ammonta a 7.746.543, pari a circa un terzo di tutte le pensioni erogate dall’ente previdenziale, per un importo complessivo,


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sempre per l’anno 2007, di 317.279.867,70 euro; la trattenuta media è pari a 40,95 euro per anno. Sommando questo dato a quello dei lavoratori attivi, si oltrepassa largamente il tetto di un miliardo di euro l’anno.
La proposta di legge che qui si illustra riprende una storica battaglia politica dei radicali: un primo referendum per l’abolizione delle trattenute dei contributi sindacali, promosso nel 1994, fu approvato nel 1995 dal 56,2 per cento degli elettori; un secondo referendum, promosso nel 1999 e votato nel 2000, fu approvato dal 61,8 per cento degli elettori; il risultato fu tuttavia invalidato a causa del mancato raggiungimento del quorum, dopo che un’informazione ancora una volta di regime aveva negato ai cittadini il diritto a conoscere per deliberare.
L’articolo 3 della presente proposta di legge al fine di evitare il potenziale aggiramento della disciplina in sede di contrattazione collettiva, come effettivamente avvenuto all’indomani del referendum vinto nel 1995, reca norme finalizzate ad assicurare ai cittadini iscritti interessati la più completa informazione sulle trattenute effettuate fino a quel momento a loro carico e sulle trattenute che saranno effettuate in caso di mancata disdetta, in modo da introdurre una forma di costante controllo democratico sulle organizzazioni beneficiarie.


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PROPOSTA DI LEGGE

 

Art. 1.

1. La legge 4 giugno 1973, n. 311, è abrogata.

 

Art. 2.

1. L’articolo 23-octies del decreto-legge 30 giugno 1972, n. 267, convertito, con modificazioni, dalla legge 11 agosto 1972, n. 485, è abrogato.

 

Art. 3.

1. Gli accordi tra privati che stabiliscono il versamento di quote associative con il meccanismo del rinnovo automatico salvo disdetta devono prevedere, a pena di nullità, a carico dei soggetti beneficiari, l’invio a ciascun iscritto, entro il 30 settembre di ogni anno, di un prospetto informativo che indica:

a) le modalità per effettuare agevolmente e gratuitamente la disdetta relativa al versamento delle quote associative;

b) l’ammontare, con disaggregazione del dato per anno, di tutte le trattenute effettuate fino alla data del prospetto informativo dal singolo iscritto e delle trattenute che saranno effettuate nell’anno successivo in caso di mancata disdetta.

 


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