Sciopero delle fame per Gaetano Valentino

A suffragare la protesta Gaetano Valentino, cinquantasettenne minturnese, affetto da sclerosi laterale amiotrofica, appena nominato consigliere generale dell’associazione Luca Coscioni, e che ormai da diversi anni denuncia gli inadeguati livelli sanitari prestati dalle istituzioni locali. «Viviamo senza alcuna assistenza», denunciano Usala, Pinna e Serra in una lettera al vice – ministro della Salute Ferruccio Fazio. «La loro è una scelta difficile, che comprendo e per aiutarli mi affianco alla loro iniziativa» solidarizza Maria Antonietta Farina Coscioni, deputata radicale e co – presidente dell’omonima associazione, che si è unita da sabato a questa manifestazione nonviolenta di dialogo. Spiega la deputata: «Stiamo parlando di pazienti e di famiglie in situazioni spesso disperate, senza aiuti economici adeguati o di assistenza. Hanno diritto ad una vita dignitosa, ed è nostro dovere assicurargliela. Ho già presentato diverse interrogazioni al ministro della Salute, nelle quali denuncio la situazione avvilente nella quale Usala, Pinna, Serra e tanti malati di Sla, si vengono a trovare e patiscono». Dal canto suo il consigliere Gaetano Valentino ha deciso di sposare la protesta, ovviamente con riserva data la sua precaria situazione di malato di Sla privo di assistenza sanitaria adeguata. «Anch’io – spiega – come Salvatore Usala, Giorgio Pinna, Mauro Serra e tanti altri, desidero vivere una vita dignitosa, adeguatamente assistito. Perciò intendo sostenere la loro lotta, che è anche la mia. Effettuerò lo sciopero della fame oggi, ma sono costretto a limitarmi ad un unico giorno». Una protesta a tempo. Potrebbe sopraggiungere un’ipoglicemia, il coma e un’insufficienza respiratoria. Ma Gaetano, che lotta da 2 anni per ottenere un’assistenza h24, come  previsto dalla «inapplicata» legge regionale n. 20 del 23 novembre 2006, è pronto a bissare lo sciopero della fame, sia per il nobile fine di affiancare Usala, Pinna e Serra, che per rivendicare i suoi diritti: «Ho appena saputo che il contributo datomi dalla Provincia, attraverso il Comune, non mi sarà più liquidato». La quotidineità adesso si complica. La luce della speranza si smorza. Se quel contributo era appena sufficiente alla sopravvivenza, adesso Gaetano rischia. Confidiamo nelle istituzioni.

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