SCIENZA E RICERCA SCIENTIFICA SONO VISTE DAL VATICANO COME NEMICI DA COMBATTERE

Dichiarazione di Maria Antonietta Farina Coscioni, deputata radicale e presidente onoraria dell’associazione Luca Coscioni.

Dopo il “Papa teologo” sostenitore di una teologia che tanti teologi non hanno remora a contestare apertamente, discutendo perfino l’esattezza dei postulati storici su cui fa leva, ora abbiamo il “Papa scienziato”, alfiere e portavoce di posizioni retrive e oscurantiste respinte da pressoché tutta la comunità scientifica internazionale.

Joseph Ratzinger si produce in un’operazione che non ha alcun fondamento: equiparare l’embrione alla vita umana; dopo aver tracciato questa infondata equazione, lancia il suo anatema: cosicché la sedicente difesa della vita si traduce in una difesa della sofferenza senza scopo per migliaia di persone, nella condanna di milioni di persone a soffrire per malattie gravi neurodegenerative.

A Joseph Ratzinger e agli immancabili suoi sostenitori ricordo che proprio grazie a queste posizioni retrive la ricerca sulle cellule staminali embrionali in Italia soffre un ritardo grave di anni rispetto ad altri paesi come gli Stati Uniti; per non dire degli ostacoli frapposti al finanziamento pubblico, cosicché in Italia praticamente non esiste una politica della scienza e per l’innovazione.

A Joseph Ratzinger e agli immancabili suoi sostenitori, ricordo che in Italia esiste un nuemro elevato di embrioni crioconservati destinati alla morte nella spazztura e dai quali si potrebbero utilmente ricavare linee di cellule embrionali. Si contesta a chi si impegna in questa ricerca che questo equivale a un omicidio perché una struttura più piccola di un millimetro viene assurdamente e senza alcun fondamento scientifico, considerata una persona. Cosicché, per impedire questa ricerca si preferisce che gli embrioni abbandonati, giacciano  nei frigoriferi dei laboratori italiani, fino a quando non verranno immancabilmente eliminati. Questa, ipocritamente, la chiamano difesa della vita!

Noi radicali, non ci stiamo. Ieri per difendere il feto centinaia di migliaia di donne venivano condannate alla pratica immonda dell’aborto clandestino e di classe praticato dalle mammane e dalle fattucchiere, per chi non aveva mezzi; mentre chi i mezzi li aveva, poteva abortire in Svizzera o in confortevoli cliniche, spesso facenti capo a strutture vaticane. Oggi si condannano migliaia di malati a vite atroci e sofferenze inutili, con questi assurdi NO alla ricerca scientifica. La logica è sempre la stessa: la scienza e la ricerca viste come nemiche da combattere. Dal tempo delle persecuzioni di Galileo sembra non essere cambiato nulla. Ma, ostinati, continueremo a dire, con gli scienziati e i ricercatori, “eppur si muove”. Come in passato sapremo reagire a questa ennesima offensiva oscurantista e antiscientifica”.

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