Ripristino del diritto al lavoro delle persone con disabilità

Ieri la Camera ha approvato la Proposta di Legge 3720 che tenta di ricucire il grave vulnus operato dalla Legge 126/2010 alla legge sul diritto al lavoro delle persone con disabilità. Infatti tale legge del 2010 aveva equiparato totalmente le persone non disabili, appartenenti a categorie altamente meritorie, alle persone con disabilità sotto il profilo dell’obbligo datoriale di avviamento al lavoro,  venendo così a creare, quella parità di trattamento per situazione oggettivamente diverse che, oltre ad essere in antitesi al principio costituzionale di eguaglianza,  svuotava il diritto al lavoro delle persone disabili, essendo di ogni evidenza che il mondo datoriale, quando già raramente assolve agli obblighi di assunzione previsti dalla legge, ricorrerà a persone non disabili. L’Associazione Luca Coscioni, attraverso la Co-Presidente, On. Maria Antonietta Farina Coscioni ha da subito denunciato quando sopra ed, in particolare, tramite l’attività di sindacato ispettivo, ne ha chiesto conto al Governo, che ha risposto che la soluzione dell’anomalia venutasi a creare era contenuta nella Proposta di Legge approvata ieri. Tale proposta, sempre per l’Associazione,  anche se rappresenta una più che comprensibile reazione alla demagogia della Legge 126/2010 ,  è inadeguata a chiarire le criticità, introdotte da quest’ultima legge in tema del diritto delle persone disabili, non considerando che vi sono categorie meritorie di non disabili che è del tutto illegittimo privare anche di quel limitato 1% nel collocamento obbligatorio al lavoro, già previsto dall’art. 18, comma 2 delle Legge 68/99 abrogato dalla Legge 126/2010.

Per tale motivo l’On. Maria Antonietta Farina Coscioni ha presentato un emendamento alla Proposta di Legge con la finalità di chiarire che ai soggetti di non disabili si continua a riconoscere il diritto al collocamento obbligatorio, però non in concorrenza (che sarebbe di fatto una non concorrenza) con i disabili, in quanto questo diritto obbliga esclusivamente i datori di lavoro pubblici e privati esentati dal rispetto delle quote previste dalle L. 68/99 a causa di motivi oggettivi legati alla loro attività, incompatibile con la disabilità. Tale emendamento è stato purtroppo respinto con motivazioni che, in alcuni casi dimostrano una scarsa od, addirittura erronea, conoscenza della Legge sul diritto al lavoro delle persone con disabilità e perciò la Proposta di Legge approvata ieri, anche se rappresenta un fatto positivo, non dipana completamente alcune criticità interpretative della Legge 68/99, come modificata dalla Legge 126/2010, che possono concorrere negativamente all’opera, già di per sé poco efficace, degli organismi del lavoro deputati a vigilare sul puntuale rispetto da parte delle aziende  degli obblighi di cui alla Legge 68/99.

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