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Vengo da un paese dove la quasi totalità del Parlamento ritiene che non vivere come il Vaticano vorrebbe sia un peccato da farsi perdonare…



Domani, 17 settembre, avrà luogo a Londra la marcia “For a secular Europe –No Vatican interference”, con partenza alle 10,30 dal Temple Place on Victoria Embankment.Quello che segue è il testo dell’intervento che verrà pronunciato da Maria Antonietta Farina Coscioni a nome della delegazione radicale.

Intervengo a nome della delegazione del Partito Radicale Nonviolento Transnazionale e Transpartito. Mi chiamo Maria Antonietta Farina Coscioni, e sono membro della Camera dei Deputati della Repubblica italiana. Sono qui con me il deputato Maurizio Turco, former member of european parliament; Carlo Pontesilli, commercialista ed esperto in privilegi fiscali ecclesiastici e il giurista Michele De Lucia, segretario e tesoriere dell’associazione radicale anticlericale.net; Marta Palazzi, dell’associazione radicale di Genova e Alessio Falconio giornalista di Radio Radicale.

Veniamo dall’Italia, un paese con una quantità unica di ricchezze artistiche e luoghi di straordinaria bellezza. Ma è anche il paese dove malati di Sclerosi Laterale Amiotrofica come mio marito Luca sono condannati assurdamente a soffrire e a morire e la ricerca scientifica si scontra con mille ostacoli e divieti assurdi. L’eretico non viene mandato più al rogo, ma l’atteggiamento verso la scienza e la libertà di ricerca non è diverso da quello del 1500 contro Galileo. Potendo, continuerebbero a dire, come ai tempi di Cristoforo Colombo, che la terra è piatta, e dopo le colonne d’Ercole c’è il baratro…

Ed anche in Italia la maggioranza dei cittadini cattolici vive diversamente da come il Vaticano vorrebbe farli vivere. Anche la maggioranza dei credenti non accetta più la colpevolizzazione per la donna che interrompe la gravidanza, la demonizzazione verso gli anticoncezionali, l’emarginazione e la persecuzione nei confronti delle minoranze sessuali e delle coppie di fatto...

Ma c’è la maggioranza, anzi la quasi totalità del Parlamento italiano che evidentemente ritiene che non vivere come il Vaticano vorrebbe sia un peccato da farsi perdonare. Maggioranza del Parlamento che il perdono lo chiede:

- concedendo una legislazione fiscale di favore con miliardi di euro di tasse dei cittadini italiani dirottati alla conferenza episcopale e alle varie aggregazioni;
- concedendo una legge sulla procreazione assistita che è la più retrograda, medioevale, punitiva nei confronti delle coppie che desiderano un figlio, di tutto il mondo civile; e ogni anno costringono centinaia di coppie a emigrare all’estero, per fare quello che in Italia è vietato.
- concedendo che sul testamento biologico ci sia una legge che semplicemente toglie al cittadino il diritto di decidere se, come e quando rinunciare all’accanimento terapeutico, alle cure, anche quando queste si rivelano inutili, inefficaci, dolorose.
- concedendo che non sia regolamentata in qualche modo l’eutanasia.

E più in generale boicottando in ogni modo la libertà di ricerca così che i nostri migliori scienziati sono costretti ad andare all’estero per fare quelle ricerche che in Italia non possono fare. Quasi unanimità del Parlamento e dei partiti italiani che però sui fatti di pedofilia clericale fanno finta di non vedere e di non sentire così che non hanno nulla da dire. Eppure è accertato che sulle violenze sessuali nei confronti di minorenni da parte dei membri del clero la Santa sede non ha seguito la regola di San Francesco ma quella mafiosa dell’omertà. Parlare così è, secondo loro, poco rispettoso della libertà religiosa. Il Vaticano fa finta di non sapere che quando chiede il rispetto della libertà religiosa lo fa in nome dei nostri principi.

Ma noi ben sappiamo che quando continua a negare la nostra libertà lo fa nel nome dei suoi principi. Il Partito Radicale continuerà a lottare per impedire la subalternità delle istituzioni democratiche a quelle religiose;

a lottare perché non prevalgano gli interessi delle confessioni religiose su quelli generali;
a lottare per l’affermazione, la difesa e il rispetto della libertà di pensiero, coscienza e religione sempre e ovunque nel mondo.

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