Nello stabile Iacp in cui vive manca l'ascensore. L'appartamento, che si trova al terzo piano, le è stato assegnato prima che la poliomelite la rendesse invalida al 100 per cento. La denuncia della Confail Inquilini è stata ripresa alcuni giorni fa in un'interrogazione della deputata Pd Coscioni
ROMA - Una signora cinquantenne, invalida permanente al 100 per cento a causa di una poliomielite, costretta a stare su una carrozzella, vive di fatto segregata al terzo piano di uno stabile Iacp del rione Japigia di Bari, privo di ascensore. La signora - denuncia il segretario nazionale della Confail Inquilini, Michele Ladisa - "per giungere all'interno dello stabile o da questo uscire e prendere un mezzo di locomozione ha due possibilità, ma sono entrambe impraticabili: o percorrere almeno cento metri di una stradina irta di ostacoli insormontabili. Oppure da una piazzetta retrostante da raggiungere percorrendo una ventina di metri quasi tutti all'interno della recinzione dello stabile, ma la pavimentazione è sconnessa con piastrelle sollevate, scalini rovinati e cemento sconnesso".
La denuncia è stata ripresa nell'interrogazione presentata alla Camera martedì 6 luglio da Maria Antonietta Farina Coscioni del Pd. Nell'atto si fa presente che la signora risulterebbe essersi ammalata successivamente all'assegnazione dell'immobile e che l'impossibilità di movimento sopravvenuta non è una fattispecie prevista dalla vigente normativa. Farina Coscioni ha quindi invitato il governo a promuovere un'integrazione della normativa vigente in tema di attribuzioni di immobili popolari a persone invalide, prevedendo rimedi nel caso di invalidità sopravvenuta successivamente all'assegnazione dell'immobile. (dp)









