Quanto costano e quanto producono i parlamentari italiani

Al Senato Donatella Poretti risulta la prima in classifica per indice di attività, mentre alla Camera dei deputati Rita Bernardini è la seconda della lista.
Seguono Marco Perduca (7° dei 322 senatori), e alla Camera, su 630 deputati, Elisabetta Zamparutti (5°), Maria Antonietta Farina Coscioni (6°), Maurizio Turco (14°), Matteo Mecacci (18°), Marco Beltrandi (25°).

 

http://www.radioradicale.it/camere-aperte-rapporto-sulle-attivita-dei-parlamentari-dellosservatorio-civico-sul-parlamento-italiano
La disponibilità dei dati su cui si basa il rapporto è stata resa possibile grazie all’attività degli eletti radicali e dalla campagna per l’anagrafe pubblica degli eletti, a seguito della quale i presidenti di Camera e Senato hanno iniziato a pubblicare online il comportamento di voto (escluse le commissioni e gli emendamenti) e la presenza in aula dei parlamentari.

Tuttavia la conoscenza e divulgazione di tali informazioni non può essere demandata alla disponibilità di singoli o di associazioni. Devono essere assicurate dalle istituzioni e fornite senza elaborazioni, in formato libero e aperto tale da consentire a ciascuno l’interpretazione. Il rapporto, infatti, pur apprezzabile, utilizza informazioni disponibili purtroppo ancora parziali.

Da tempo come Radicali Italiani abbiamo promosso l’iniziativa per l’istituzione dell’Anagrafe pubblica degli eletti e dei nominati a tutti i livelli istituzionali e non è forse un caso che nessun grande partito sia sceso in campo perché questa proposta divenisse realtà concreta in tempi brevi.
In attesa di vincere questa battaglia, abbiamo iniziato per primi a rendere pubblica l’anagrafe patrimoniale di parlamentari e dirigenti radicali, consentendo così il controllo dei cittadini non sono sulla nostra attività, ma anche su stipendi, spese, incarichi, conflitti di interessi.

http://www.radicali.it/ape/index.html

Un altro dato su cui riflettere è che il Parlamento si è occupato quasi totalmente di tradurre in legge le iniziative del Governo: ben 61 leggi sulle 68 approvate (il 90%). Le proposte avanzate dalle Regioni (21) e dai cittadini (12) non sono mai state prese in considerazione, in barba alla Costituzione e al tanto parlare di sussidiarietà e federalismo. Un altro capitolo del libro giallo sulla “Pesta italiana” che abbiamo tentato di documentare anche in occasione dell’ultima campagna elettorale.

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