“Seguiamo il caso Pavani con la massima attenzione”

Il 7 ottobre scorso la Farnesina ha allertato l’ambasciata d’Italia a Canberra, competente per le Fiji, per far partire le ricerche.

Attivato anche il console onorario sul posto e le forze dell’ordine locali, tramite la Direzione generale per gli italiani all’estero.

Il sottosegretario agli Esteri, nella risposta all’interpellanza, ha anche assicurato che la fidanzata di Pavani, a Suva per seguire le ricerche, è stata messa in contatto sia con il console onorario che con il ministro della Giustizia delle Fiji.

“Il ministero degli Affari esteri – ha poi concluso la Craxi – e in particolare la competente Direzione generale per gli italiani all’estero, continuerà a seguire con la necessaria attenzione, in raccordo con le rappresentanze diplomatico-consolari coinvolte, il caso del signor Pavani, adoperandosi perché, in tempi auspicabilmente rapidi, possa essere fatta piena luce sulla sua vicenda.


La risposta di Stefania Craxi all’interpellanza della Coscioni

Onorevole Farina Coscioni, il ministero degli Affari esteri segue con attenzione la vicenda del signor Pavani, mantenendo contatti costanti con la famiglia del connazionale e soprattutto con l’autorità del luogo da cui il cittadino italiano ha inviato le ultime notizie di sé.

Il signor Pavani è scomparso presumibilmente nei pressi delle isole Fiji. È dalla capitale Suva che, a fine settembre, sono infatti avvenuti gli ultimi contatti con i suoi familiari.

Lo scorso 7 ottobre la Farnesina e in particolare la Direzione generale per gli italiani all’estero, informata della scomparsa del signor Pavani dal fratello del nostro connazionale, ha subito segnalato il caso all’ambasciata d’Italia a Canberra, competente per le Figi, affinché fossero avviate immediate verifiche presso le competenti autorità fijiane.

Le indagini sono in corso e stanno seguendo diverse piste investigative. La polizia figiana si è dimostrata molto attiva nelle ricerche che però purtroppo non hanno dati, finora, alcun esito conclusivo. Dai controlli effettuati, come riportato anche dalla sua interpellanza, il connazionale non risulta essere stato ricoverato in ospedali né detenuto nelle carceri di Fiji.

Inoltre, la polizia non ha trovato riscontri che dimostrino un suo passaggio in uscita dai confini dell’arcipelago. Le radio e le televisioni locali hanno diffuso la notizia della scomparsa del signor Pavani, invitando chiunque avesse segnalazioni da fornire a contattare le autorità.

Sul posto la questione è seguita in prima persona dal nostro console onorario. Continui sono naturalmente i contatti tra la Direzione generale per gli italiani all’estero, l’ambasciata a Canberra e il fratello del signor Pavani, che viene costantemente informato sugli sviluppi delle ricerche e, a sua volta fornisce, fornisce agli interlocutori del ministero degli Affari esteri eventuali nuove informazioni in suo possesso.

Il console onorario ha assicurato ogni assistenza utile sul territorio alla fidanzata del signor Pavani recatasi a Suva. Lo scorso 8 novembre quest’ultima ha potuto incontrare il ministro della Giustizia delle Fiji, Aiyaz Sayed-Khaiyum, per reiterare la richiesta di assistenza.

La Farnesina ha inoltre allertato il consolato generale a Hong Kong, sulla base delle informazioni fornite dai familiari dello scomparso a proposito dell’uso della sua carta di credito, al fine di verificare l’eventuale ingresso del signor Pavani nella città. I riscontri effettuati dalla polizia hanno avuto esito negativo.

Il padre del signor Federico Pavani ha presentato alla questura di Viterbo una denuncia di scomparsa il 6 ottobre, integrata da due ulteriori denunce, il 19 e 27 ottobre, da parte del fratello. Gli atti sono stati trasmessi dalla locale squadra mobile alla procura di Viterbo che ha avviato accertamenti investigativi in Italia. Il pubblico ministero sta predisponendo una rogatoria internazionale che sarà a breve inoltrata presso gli uffici giudiziari delle isole Figi, al fine di avere notizie ufficiali sull’intera vicenda e informazioni sullo stato delle indagini.

Il ministero degli Affari esteri, in particolare la competente Direzione generale per gli italiani all’estero, continuerà a seguire con la necessaria attenzione, in raccordo con le rappresentanze diplomatico-consolari coinvolte, il caso del signor Pavani, adoperandosi perché, in tempi auspicabilmente rapidi, possa essere fatta piena luce sulla sua vicenda.

Consentitemi anche di portare la vicinanza del governo italiano alla famiglia, che immaginiamo possa essere in uno stato di grande angoscia.


La replica dell’onorevole Maurizio Turco, cofirmatario dell’interpellanza

Signor Presidente, abbiamo colto l’occasione di questo ultimo caso di cittadino italiano scomparso all’estero per porre un problema che, a nostro avviso, è anche abbastanza emblematico, come risulta dalla risposta del sottosegretario.

In particolare, in casi come questi, di cui si ha poco da dire, noi riterremmo che, al di là della via burocratica (l’ambasciata, il consolato), forse un passo ulteriore da parte dell’autorità di governo, dell’autorità politica (il ministro degli affari esteri) debba essere il contatto diretto con le autorità politiche del luogo. Va benissimo tutto quello che è stato fatto. Si tratta di un’attività burocratica in attesa di ciò che gli organi amministrativi locali potranno o meno produrre (un passaggio di carte in andata e ritorno); tuttavia, in questo caso, è evidente che dipende tutto dalla capacità e dalla volontà delle autorità delle isole Figi di indagare o meno.

Leggevo ieri sera, sul sito www.viaggiaresicuri.it del ministero degli Affari esteri, che il 9 aprile alle isole Fiji il presidente abrogò la Costituzione e dichiarò quattro settimane di stato di emergenza. A ieri sera la situazione nelle isole Figi appare tuttavia stabile, non essendosi registrati episodi di violenza in nessuna parte del Paese (la situazione nella capitale e nel resto del Paese è generalmente tranquilla, anche se ancora sotto controllo militare). Penso che se la situazione nelle isole Figi è quella che descrive ad oggi il ministero degli Affari esteri ci siano molti margini di manovra per un’iniziativa che – lo ripeto – non sia unicamente burocratica.

Le autorità politiche e militari vanno evidentemente sollecitate in un modo diverso, senza utilizzare necessariamente l’ambasciatore per poter comunicare con i rappresentanti politici e di governo delle isole Figi, ma chiamandoli direttamente per far comprendere che, a partire dal caso in questione, come mi auguro, su vicende come queste non vi siano semplici formalità, ma vi sia, da parte del governo italiano, un’azione più forte, più decisa e più concreta, volta ad avere davvero notizie, non accontentandosi di quelle che arrivano, al fine di tutelare questi cittadini italiani.

Fonte: Tusciaweb

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