PSICHIATRIA DEMOCRATICA – COMUNICATO STAMPA

Per garantire un trattamento a domicilio più rispettoso dei legami affettivi e della dignità di tali pazienti, evitando forme aberranti e costose di ricovero e di istituzionalizzazione, è necessario che il governo dia indicazioni e finanziamenti più volte promessi alle associazioni che li rappresentano.

Sembra curioso che si dedichi molto tempo alla tragedia dei malati solo quando questi chiedono come Welby di non subire accanimento terapeutico.

 

Per quanto riguarda i malati mentali la nostra associazione, che difende prevalentemente i loro diritti, ma di tutti i cittadini in generale, stranieri compresi, ritiene che anche nella psichiatria andrebbe adeguatamente finanziata la possibilità per i Dipartimenti di Salute Mentale di garantire una adeguata assistenza domiciliare, che è fra le richieste prioritarie delle associazioni dei familiari.

 

Ribadiamo che la legge 180 del 1978, ispirata alle pratiche e agli insegnamenti di Franco Basaglia,  non soltanto promuove una migliore assistenza, ma garantisce anche la dignità sociale dei malati di mente, la partecipazione alla vita politica e la estensione della democrazia.

L’attuale governo, nel voler “affossare” la 180, tramite proposte di legge attualmente in discussione presso la XII Commissione Affari Sociali della Camera, reintroducendo di fatto  il paradigma del “grande internamento” per motivi psichiatrici, sembra guidato da un unico obiettivo: “tagliare” le risorse, ma anche “togliere” sia ai matti che agli stessi malati di SLA diritti non negoziabili, come la libertà e il diritto alla cura senza essere sopraffatti e umiliati.

 

Insieme all’on. Coscioni proseguiamo la nostra battaglia comune.

 

 

IL PRESIDENTE NAZIONALE DI PSICHIATRIA DEMOCRATICA

 

Dr. Luigi Attenasio

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