PRESIDENTE FINI, LE CHIEDIAMO UN AIUTO PER IL PICCOLO GRATIAN

Il caso è stato seguito ampiamente dal quotidiano il Riformista e riguarda Gratian Gruia che in gergo tecnico è un «minore straniero non accompagnato». Gratian è nato in Romania nel 2005 da genitori romeni, ma subito dopo la nascita, abbandonato dalla madre, è stato portato in Italia, e avviato alla carriera di mendicante. Fino al 23 maggio 2007 quando gli uomini della Squadra Mobile di Roma lo hanno trovato accanto alla nonna materna, sporco denutrito e malvestito per impietosire i passanti. Le sue condizioni vennero definite «gravi» dai medici e il suo piccolo corpo portava evidenti e molteplici segni di sevizie.

Il Tribunale dei Minori di Roma decise di affidare il piccolo ad una casa famiglia e la dottoressa Matone chiese ed ottenne, come previsto quando vi sia prova concreta di ripetuti maltrattamenti, che i genitori venissero privati della patria potestà. Il padre del bambino veniva condannato definitivamente per le violenze sul bambino. La nonna tornava in Romania. E proprio il Governo romeno, nel corso del procedimento in cui si discuteva la situazione «di abbandono» di Gratian, si costituiva come parte, e chiedeva la riconsegna del piccolo. Riconsegna che il Tribunale dei Minori ha deciso in data 8 luglio 2008, con una sentenza di poche righe che non reca traccia né del parere contrario del Pubblico Ministero, né della perizia disposta dallo stesso Tribunale che raccomandava di tenere il bambino nella situazione protetta e nemmeno della relazione allarmata degli psicologi di Telefono Azzurro. Preso atto della sentenza, solo l`acquisto del biglietto aereo da parte del Gabinetto del Sindaco ha permesso che, il 27 ottobre, l`educatrice potesse salire sull`aereo per attenuare i pianti, le crisi di vomito e la disperazione di Gratian. Appena giunti in aeroporto a Bucarest, un uomo, senza dire una parola in italiano, l`unica lingua che ormai il bambino sapeva parlare, ha strappato il bambino dall`educatrice e lo ha portato via. Appare chiaro come sia stato violato l`accordo bilaterale tra Italia e Romania «sulla cooperazione e protezione dei minori romeni non accompagnati presenti sul territorio nazionale». E che non vi è stata nessuna attenzione nei confronti del piccolo Gratian, e ci si deve chiedere di quanti altri bambini co- me Gratian, ma di cui non conosciamo i nomi e i volti, è stato disposto il rimpatrio con queste procedure.

Caro Presidente, noi pensiamo che il trattamento sbrigativo che ha subito Gratian da parte delle autorità italiane lasci in molti di noi la sgradevole impressione che un bambino romeno abbia meno diritti di un bambino italiano. Anzi, quasi non ne abbia affatto. L`idea che si ricava dal freddo burocraticismo riscontrato nella storia di Gratian è che si consideri i bambini come parte di un accordo doganale sul transito delle merci. Ma merci non sono. Sono bambini. Creature delicate e sensibili che meritano da parte di tutti noi la massima attenzione. Serve a poco che l`Italia abbia sottoscritto gli accordi internazionali sui diritti dei minori, uno apposito con la Romania, se poi un bambino di tre anni, ma chissà quanti altri come lui, viene trattato in questo modo.

Per questo Le chiediamo, anche a fronte delle deboli risposte ricevute dal Governo all`interrogazione parlamentare presentate su Gratian Gruia, di assumere e annunciare in questa importante giornata iniziative politico-istituzionali alla Sua altezza per assicurare nel nostro Paese il rispetto della legalità che è rispetto di umanità nei confronti di tutti, a partire dai più deboli come i bambini stranieri abbandonati.

ELISABETTA ZAMPARUTTI,
RITA BERNARDINI,
MAURIZIO TURCO,
MARIA ANTONIETTA FARINA COSCIONI,
MARCO BELTRANDI,
MATTEO MECACCI

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