INCLUDERE TRA LE CATEGORIE A RISCHIO VIRUS A/H1N1 ANCHE LA POPOLAZIONE CARCERARIA, DETENUTI, AGENTI DI POLIZIA PENITENZIARIA E OPERATORI DELL’AREA EDUCATIVA:

 

Esiste un concreto rischio che le carceri italiane siano fra i primi luoghi dove il virus A/H1N1 possa attecchire e diffondersi nella sua forma peggiore; le carceri italiane – dove sono recluse oltre 64mila persone, il 35 per cento dei quali stranieri, e il 30 per cento circa tossicodipendenti – già ora registra un indice di salute che gli esperti definiscono “medio-grave” con una percentuale di circa sei persone su dieci malate; e si registra in particolare una elevata diffusione di malattie gravi come tubercolosi, epatiti B e C, diabete e Hiv, problemi cardiocircolatori e polmonari, una frequenza altissima di reclusi con fragilità mentale e un numero di decessi che, solo nei primi sette mesi del 2009, è già a quota 118, fra cui 45 suicidi; non c’è inoltre solo il “popolo dei detenuti”: bisogna infatti considerare i circa 34 mila agenti di polizia penitenziaria e le centinaia di operatori dell’area educativa. Secondo il Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria, nel 2008 il turn-over nelle carceri ha coinvolto più di 90 mila persone. Queste persone sono costrette a vivere 24 ore al giorno in ambienti non salubri, vetusti, in strutture che all’80 per cento non sono a norma, sovraffollate e che per questo non rispondono alle norme per ciò che concerne, ad esempio, i metri quadrati, la luce, la ventilazione e i servizi igienici pro-capite, con una oggettiva impossibilità di minimizzare i contatti con le persone malate.

Giorni fa, opportunamente, il vice-presidente della Conferenza nazionale dei Garanti dei detenuti, dottor Angiolo Marroni, dopo i sopralluoghi effettuati dai suoi collaboratori nelle carceri del Lazio, ha lanciato un accorato allarme, perché le autorità competenti e responsabili adottino, promuovano, e sollecitino iniziative adeguate e urgenti; un appello rimasto purtroppo inascoltato. Per questo ho rivolto un’interrogazione urgente ai ministri del Lavoro, della Salute e delle Politiche Sociali e della Giustizia, perché intervengano e si appronti anche nelle carceri, nei prossimi mesi una campagna di vaccinazione, essendo i detenuti e gli operatori penitenziari incontestabilmente “categorie a rischio”.

 

 

Segue testo dell’interrogazione

 

Ai ministri del Lavoro, della Sanità e delle Politiche Sociali, e della Giustizia, premesso che con i livelli di sovraffollamento, per altro tendenti ad aumentare, c’è il rischio concreto che le carceri italiane siano fra i primi luoghi dove il virus A/H1N1 possa attecchire e diffondersi nella sua forma peggiore;

che il “pianeta carcere” – 206 istituti con oltre 64 mila persone recluse in tutta Italia, dai minorenni agli over 80, con oltre il 35 per cento di stranieri e il 30 per cento di tossicodipendenti – sembra racchiudere “tutte le criticità tali da farlo ritenere una priorità nell’emergenza H1N1;

che negli istituti si registra un indice di salute medio-grave (con oltre 6 persone su 10 malate), una diffusione elevata di malattie come tubercolosi, epatiti B e C, diabete e Hiv, problemi cardiocircolatori e polmonari, una frequenza altissima di reclusi con fragilità mentale e un numero di decessi che, solo nei primi sette mesi del 2009, è già a quota 118, fra cui 45 suicidi;

che ai detenuti vanno poi aggiunti 34 mila agenti di polizia penitenziaria e centinaia di operatori dell’area educativa (educatori, Uepe, volontari, direttori, ecc). Secondo il Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria (Dap), nel 2008 il turn-over nelle carceri ha coinvolto più di 90 mila persone. Queste persone sono costrette a vivere 24 ore al giorno in ambienti non salubri, vetusti, in strutture che all’80 per cento non sono a norma, sovraffollate e che per questo non rispondono alle norme per ciò che concerne, ad esempio, i metri quadrati, la luce, la ventilazione e i servizi igienici pro-capite, con una oggettiva impossibilità di minimizzare i contatti con le persone malate;

che opportunamente da giorni si parla di una campagna di vaccinazione che, nei prossimi mesi, che riguarderà alcune categorie a rischio;

che un accorato allarme, al riguardo, è stato lanciato pubblicamente, dopo i sopralluoghi effettuati dai suoi collaboratori nelle carceri del Lazio, dal Garante dei diritti dei detenuti dottor Angiolo Marroni, che ricopre anche l’incarico di vice-presidente della Conferenza nazionale dei Garanti dei detenuti.

Se si condivida o meno l’allarme lanciato dal dottor Angiolo Marroni;

quali iniziative si intendano adottare, promuovere, sollecitare in relazione a quanto sopra esposto e denunciato dal dottor Marroni.

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