Polemica dopo spot pro eutanasia, Roccella: Che ne pensa Fini?

È polemica dopo che i radicali hanno usato uno spazio a disposizione su Rai Tre per mandare in onda uno spot pro eutanasia. Il filmato è stato trasmesso nel corso di “Dieci minuti di… programmi dell’accesso”, nello spazio a disposizione delle associazioni. Le polemiche hanno preso due direzioni: da un lato c’è stato un botta e risposta fra favorevoli e contrari all’eutanasia; dall’altro lato la discussione si è spostata sulla posizione sui temi bioetici del Terzo Polo. Dove, proprio da alcuni deputati del Fli, è arrivata una nota di condanna contro lo spot dei radicali. Per Antonio Buonfiglio, Aldo Di Biagio e Claudio Barbaro quello dei radicali “è stato un gesto che condanniamo in quanto ‘esagerato’ e che viola i principi del nostro ordinamento”. Dichiarazioni apprezzate dal sottosegretario alla Salute Eugenia Roccella, che ha invitato Gianfranco Fini a esprimere “una posizione chiara su questo tema”. “È sempre più evidente – ha osservato il sottosegretario – che la campagna politica e ideologica in corso non è sulla scelta e l’eventuale rifiuto delle cure ma sull’eutanasia e il suicidio assistito”. Presa di distanza dallo spot anche da parte di Donato Mosella (Api). Temi come il fine vita, ha chiosato, “non possono essere affidati a strumentalizzazioni e provocazioni fuori luogo”.

Anche il capogruppo dei senatori del Pdl Maurizio Gasparri, parlando della legge sul fine vita, ha osservato che “forse Casini troverà qualche resistenza all’interno dell’ipotetico terzo polo dove, tra Fini e Sbarbati, Guzzanti e La Malfa, Barbareschi, Della Vedova e quant’altri moltissimi la pensano in maniera notoriamente diversa da lui e dall’Udc”. Gli ha fatto eco Gaetano Quagliariello, vicepresidente vicario dei senatori del Pdl: “Nel rapporto con i temi eticamente sensibili – ha rilevato -, c’è una differenza di fondo tra il PdL e il cosiddetto Terzo Polo, che emerge sempre più chiaramente”. Caustico verso il Terzo Polo il segretario dell’Unione Popolare Cristiana (Upc) Antonio Satta, già segretario della Vigilanza durante il governo Prodi: “Su questo aspetto, è in grado di prendere una posizione unitaria?”. In tal caso, ha osservato, “i loro componenti in Vigilanza si esprimano per sapere se il servizio pubblico si può fare promotore di un messaggio del genere”.

Sui temi bioetici, ha sottolineato ministro del Lavoro e delle Politiche sociali Maurizio Sacconi, “il governo opera con coerenza a tutela della vita, di qualunque vita come di qualunque fase della vita. E su questo discrimine non possono che definirsi alleanze o contrapposizioni”. Per Sacconi lo spot pro eutanasia “evidenzia il livello del conflitto politico e culturale sui temi antropologici”. Duro il presidente della Commissione parlamentare per l’attuazione del federalismo fiscale Enrico La Loggia (Pdl): lo spot “manca di rispetto ai tanti malati che continuano coraggiosamente a lottare in difesa della propria vita”. A stretto giro di posta è arrivata la risposta di Maria Antonietta Farina Coscioni, deputata radicale, co-presidente dell’Associazione Luca Coscioni, secondo la quale Roccella e Sacconi “demonizzano anche la sola possibilità che la questione sia discussa”. “Il ‘partito’ della sofferenza e del dolore, dell’ipocrisia e della non-misericordia – ha concluso – ha paura”.

(mlm) 17 dic 2010 19:44

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