NUOVO DECRETO RIORDINO ENTI VIGILATI CONFERMA CORRETTEZZA NOSTRA POSIZIONE SU ILLEGITTIMITA’

La notizia che il ministero della Salute presenterà al Senato un nuovo decreto sul riordino degli enti da lui vigilati, tra cui anche la Croce Rossa Italiana (Cri), poiché il termine per la delega è scaduto e nel decreto Milleproroghe non è passata la proroga del termine non fa altro che confermare quanto, per voce della deputata radicale Maria Antonietta Farina Coscioni, avevamo segnalato nel corso del procedimento per l’espressione del parere sullo schema di decreto riguardante la riorganizzazione della Croce Rossa che ha interessato la XII^ Commissione, Affari  sociali, della Camera.

La decisione del Governo quindi non solo conferma la correttezza della posizione sostenuta da Farina Coscioni sulla legalità degli atti e dei procedimenti parlamentari, quindi l’impossibilità della Commissione di esprimersi per l’inutile decorrenza del termine del 24 novembre 2011, data entro la quale doveva essere emanato il decreto riguardante la Croce Rossa, ma apre la strada per ottenere in via giudiziale la dichiarazione di nullità di altri provvedimenti normativi.

Infatti, fu proprio lo stesso On. Palumbo, presidente della Commissione Affari sociali, a citare il decreto legislativo 15 marzo 2010, n. 66, Codice dell’Ordinamento militare, su indicazione degli uffici della Presidenza del Consiglio per avvalorare la possibilità di utilizzare la proroga di 60 giorni prevista dalla legge delega 183/2010 e quindi procedere nell’espressione del parere sullo schema di decreto di riorganizzazione della CRI in esame.

Questo strano accostamento di norme ci ha spinto a verificare l’iter seguito per l’emanazione del Codice ed è emerso che anche in quel caso il termine previsto dalla legge delega fu ampiamente superato. Il procedimento per ottenere la declaratoria di nullità del Codice è stato avviato già da alcune settimane in occasione di alcuni irrituali procedimenti disciplinari instaurati a carico di alcuni militari.

Adesso ci aspettiamo che il Governo prenda in seria considerazione quanto è avvenuto e adotti gli opportuni provvedimenti per rimuovere le illegalità che abbiamo evidenziato prima che gli effetti di un eventuale giudizio possano compromettere l’intero impianto normativo su cui poggiano molte pubbliche amministrazioni.

Dichiarazione del deputato radicale Maria Antonietta Farina Coscioni e di Luca Marco Comellini (Pdm)

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