MORTE ANGELO RIZZOLI, ENNESIMA, DI UNA BARBARIE INACCETTABILE

Dichiarazione di Maria Antonietta Farina Coscioni, presidente onorario dell’associazione Luca Coscioni:

Non è mio compito, e non mi interessa neppure farlo, stabilire se Angelo Rizzoli in vita sia stato colpevole, e di cosa. So quello che ha detto: “Quando ho cominciato il mio calvario giudiziario avevo 39 anni, ero un giovane uomo. Quando l’ho terminato, avevo 65 anni, ero un vecchio. In questi 26 anni la mia vita è stata distrutta”.

Erede del colosso editoriale che portava il suo nome, Angelo Rizzoli è stato travolto dallo scandalo P2, ha patito una prima, lunga carcerazione, della sua proprietà è stato spogliato, salvo poi riconoscere la sua totale estraneità, dopo “solo” 11 anni. Estraneità confermata poi in Appello e infine in Cassazione.

Rizzoli ha poi provato a rifarsi una vita, trasformandosi in produttore cinematografico. Per la procura di Roma si sarebbe reso colpevole di bancarotta fraudolenta. Non ho, ripeto, titoli, per stabilire la fondatezza o meno dell’accusa. So che le sue condizioni di salute erano già precarie per l’inarrestabile aggravarsi della malattia degenerativa di cui era affetto dall’età di 18 anni. Nonostante ciò, per la procura di Roma il suo stato di salute era compatibile con il carcere. Non ho scrupolo a dire che si tratta di una vera e propria barbarie. Una barbarie che si consuma ogni giorno nelle galere italiane, dove sono rinchiuse migliaia di persone malate, bisognose di assistenza, le cui condizioni sono assolutamente incompatibili con il carcere.

Per questo, sommessamente, chiedo a Melania Rizzoli, il cui impegno contro questa barbarie è noto, di farsi forza, e di partecipare con noi, a Natale alla marcia per il diritto, la legalità e l’amnistia. Perché quello che è accaduto ad Angelo, che accade ogni giorno ai tanti Angeli “ignoti” che non fanno mai notizia, non accada più.

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