MILIONI DI MALATI E LE LORO FAMIGLIE, I CUI DIRITTI SONO CALPESTATI E NON RICONOSCIUTI

 

Verrà il Viceministro Vegas in audizione in Commissione Affari Sociali il 20 luglio. Dopo 18 giorni – e ringrazio i tanti che si sono uniti a questa iniziativa e che l’hanno sostenuta – ho interrotto il digiuno cominciato domenica 20 giugno. Si chiude la seconda fase di questa lotta, ma si apre immediatamente la terza. La questione che ponevo e pongo è quella che riguarda il provvedimento relativo ai Livelli Essenziali di Assistenza e del Nomenclatore, che attende di essere aggiornato dal 1999; riguarda milioni di malati, non solo di Sclerosi Laterale Amiotrofica, e le loro famiglie: almeno un milione affidati unicamente alle possibilità delle loro famiglie; altri quattro milioni di malati che, sebbene siano parzialmente autosufficienti, sono comunque abbandonati a se stessi. Il provvedimento – lo ha confermato in aula, rispondendo a una mia interpellanza urgente il sottosegretario all’Economia Sonia Viale – è letteralmente arenata sul tavolo del ministro dell’Economia e del tesoro Giulio Tremonti: che in quattro mesi non ha trovato il tempo di apporre la sua firma. Un ritardo incredibile, che è la “spia” di una indifferenza intollerabile e che non può essere tollerata. Si tratta di un problema sociale che il Governo consapevolmente ha deciso di ignorare.

Ora l’appuntamento è per il 20 luglio: quando il ViceMinistro dell’Economia Vegas verrà a riferire e a rispondere alle nostre domande, in Commissione Affari Sociali della Camera. In vista di quell’appuntamento, rivolgo fin da ora un pubblico appello a tutti i malati, alle loro famiglie, a chiunque sia interessato e “viva” in qualche modo la vicenda: mi facciano pervenire le loro opinioni; attraverso me – che nella mia veste di componente della Commissione mi impegno a essere e “fare” da megafono – le interrogazioni, le domande, i quesiti che vorrebbero poter porre al Governo. Sollecito insomma, chiedo esplicitamente che si realizzi un circuito virtuoso tra eletto ed elettore, e si costituisca una “lobby” alla luce del sole dei malati e delle loro famiglie, per la tutela dei loro diritti calpestati e non riconosciuti.

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