L’ANNOSA E SPINOSA QUESTIONE DEGLI OSPEDALI PSICHIATRICI GIUDIZIARI

“E’ senz’altro un segnale positivo di sensibilità quello che ha dato il presidente del Consiglio Monti, ricevendo il presidente della commissione parlamentare d’inchiesta sull’efficacia e l’efficienza del Servizio Sanitario Nazionale senatore Marino. Monti si è voluto informare sulle questioni principali emerse durante l’attività di inchiesta e in particolare le condizioni di vita e cura all’interno degli Ospedali Psichiatrici Giudiziari. Questi ultimi costituiscono insieme una vergogna e una barbarie, opportunamente denunciata il 28 luglio scorso dal presidente della Repubblica Napolitano, che in occasione del convegno “Giustizia! In nome della legge e del popolo sovrano” che si è svolto al Senato oltre a individuare “una prepotente urgenza” le annose questioni della giustizia e del carcere, ha testualmente parlato, a proposito degli OPG, di “estremo orrore”.

Si tratta infatti di un “estremo orrore” che si consuma quotidianamente, episodi che ci ripugnano. Come l’ultimo episodio di cui giunge notizia: il decesso di un internato a Barcellona Pozzo di Gotto di 56 anni, da tempo gravemente malato e in condizioni di salute precarie, costretto a far ricorso alle bombole ad ossigeno. L’uomo, a quanto ci risulta, si era visto prorogare la misura di sicurezza per ben quattordici volte. Un episodio che dimostra ampiamente come il sistema delle proroghe si trasformi in un ergastolo che non viene sancito da nessuna pena”.

E’ necessario che si giunga in tempi rapidi alla chiusura di questi veri e propri manicomi giudiziari e al tempo stesso si assicuri a persone malate la doverosa assistenza che viene invece loro negata, nonostante i lodevoli sforzi del personale e dei volontari. Su questa vicenda ho già presentato un’interrogazione urgente ai ministri della Sanità e della Giustizia.

Ricordo che sono già 11 i pazienti-detenuti morti nei sei OPG esistenti negli ultimi 12 mesi. A Barcellona Pozzo di Gotto 271 internati, è la terza morte negli ultimi sei mesi. Una realtà inaccettabile e intollerabile, che va al più presto sanata”.

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