Intervento di Maria Antonietta Farina Coscioni alla conferenza stampa tenutasi ad Orvieto alle 11 del giorno 26 Aprile 2010

“Questo è un Paese dove di solito le celebrazioni e ricorrenze servono soprattutto a cancellare e falsificare le storie individuali e collettive; in certa misura, in questi quattro anni è accaduto anche a Luca: perché quello che rappresenta, quello che ha fatto,quello che ci chiedeva di fare e che stiamo cercando di fare, è pericoloso, insopportabile, letteralmente eversivo in un paese come questo pieno dileggi che puniscono come reati quelli che secondo alcuni sono peccati; e viceversa considera peccati quelli che sono veri e propri reati.

La ‘pericolosità’ di Luca è tutta in quello slogan ‘dal corpo del malato al cuore della politica’. Luca era, è stato, un dirigente politico a tutto tondo; ha avuto la forza, ha saputo imporre all’agenda politica, e anche ai radicali a che lo hanno scoperto attraverso lui, la questione della libertà della ricerca. Ora questi temi sono ben presenti nel dibattito politico, questioni imprescindibili, questioni come testamento biologico, fine vita, eutanasia, cellule staminali, libertà della ricerca, della dignità della vita, sono temi su cui si dibatte, ci si confronta e scontra; ed è giusto che sia così, perché sono le questioni che riguardano tutti noi, la nostra vita quotidiana. Un tempo erano tabù, si diceva che erano cose troppo difficili e complicate perché la gente potesse capire. Abbiamo visto che è il contrario e tutti i risultati dei sondaggi demoscopici rivelano come gli italiani sanno, comprendono, ed hanno ben chiaro cosa vogliono. Mi piace ricordare quello che disse il Nobel per la letteratura Josè Saramago quando ci comunicò la sua adesione e il suo sostegno alla candidatura di Luca al Parlamento: ‘attendevamo da molto tempo che si facesse giorno, eravamo sfiancati dall’attesa, ma ad un tratto il coraggio di un uomo reso muto da una malattia terribile ci ha restituito una nuova forza. Grazie per questo’.

Luca è stato questa luce, è stato il catalizzatore di una forza che molti vorrebbero imprigionare.

Una delle grandi passioni di Luca era lo sport, la maratona; è giusto dunque che siano degli atleti a ricordarlo, e mi fa piacere che così sia ricordato.Luca si stava allenando per partecipare alla maratona di new York quando venne colpito dalla sclerosi laterale amiotrofica. Da allora è cominciata un’altra maratona. Con la stessa determinazione che metteva e aveva nel suo lavoro e nelle competizioni sportive, si è candidato alle elezioni ondine per il rinnovo del Comitato Nazionale dei Radicali Italiani, promovendo una campagna contro il proibizionismo sulla ricerca scientifica. Qualcuno ha detto che i radicali lo hanno strumentalizzato. Semmai è accaduto il contrario, visto che ha imposto ai radicali la battaglia per la libertà di ricerca sulle cellule staminali il tema centrale della loro campagna per le elezioni politiche del 2001.bisogna dare atto a Marco Pannella di aver subito compreso l’importanza e la portata della cosa. Quella battaglia non è finita, e quell’impegno non è venuto meno.

Quando Marco Pannella ha dato la notizia che Luca se n’era andato, dai microfoni di ‘Radio Radicale’ ha detto parole che mi sono segnata e che desidero ricordare ‘Luca era un leader perché era in prima linea. Era in prima linea ed è caduto. Direi che è stato ammazzato anche dalla qualità di questo paese, della sua oligarchia, che lo corrompe e lo distrugge’.

Parole dure, ma – credo, necessarie, opportune. Che cosa ha fatto questo paese per Luca? Che cosa fa questo paese per i tanti ignoti e ignorati Luca? Qualche mese fa ho sostenuto, con altri malati di SLA, un lungo sciopero della fame, perché ancora oggi il nomenclatore non è stato aggiornato, e questi malati non hanno quell’assistenza di cui pure hanno diritto.

Luca venne escluso dal Comitato nazionale di bioetica voluta dal governo Berlusconi, e la cosa lo ferì. Non eravamo solo noi a volerlo. Fu escluso nonostante fosse riuscito a muovere e commuovere tante persone: scienziati, ricercatori, professori. Aveva l’appoggio di 100 premi Nobel, c’era un appello firmato da mille tra professori e scienziati, e decine di migliaia di persone lo hanno sostenuto con parole, denaro, opere, idee e speranze. Venne escluso e per lui fu un dolore, perché era convinto di dare un contributo importante.

E’ stato censurato a livello politico. Non gli hanno permesso di intervenire nella vita politica italiana. Non a queste, ma alle precedenti elezioni regionali, il centrosinistra bloccò un accordo elettorale perché le liste radicali portavano il suo nome. Questi continui ‘rifiuti’ da una parte forse lo rafforzavano, dall’altra lo avranno senz’altro indebolito, colpito. Aveva deciso di fare da cavia, a Torino sperimentò l’autotrapianto di cellule staminali. Continuò a mettere tutto se stesso per la lotta di libertà di cura attiva e passiva e per la ricerca scientifica. Si è battuto per il referendum che doveva abolire la legge 40.

Ricordo tutto questo non per recriminare, piuttosto perché quello che è accaduto non deve accadere più. Ed è questo il mio, il nostro impegno. Per Luca, con Luca”.

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