INTERVENTI E REPLICHE – VATICANO E RICERCA SCIENTIFICA

Tutto ciò non è accettabile, e mi auguro che la comunità scientifica per prima opponga il suo «no» a questa concezione oscurantista ancora una volta offerta dal pontefice. Da laica ritengo che gli Stati non si devono intromettere nelle scelte confessionali; ma al tempo stesso le Chiese non si devono intromettere nelle scelte normative degli Stati. La laicità degli ordinamenti, la distinzione tra «reato» e «peccato», tra norma giuridica e norma «morale», costituiscono la miglior difesa della libertà religiosa: le gerarchie ecclesiastiche hanno il pieno diritto di diffondere i propri messaggi, ma i responsabili politici non devono consentire che le legittime convinzioni morali di alcuni si traducano in imposizione o proibizione per tutti gli altri. Fino a poche ore fa, con i miei compagni radicali parlamentari, occupavo il corridoio antistante la commissione di vigilanza Rai. In quel palazzo di San Macuto venne processato dall`Inquisizione Galilei, che se la cavò solo perché abiurò. In quei giorni ho spesso pensato che fin da quei tempi si è maturata la consapevolezza che il_ metodo scientifico, la «conoscenza» che produce, quasi sempre «naturalmente» mi verrebbe da dire, entrano in conflitto con le credenze del senso comune, con le tradizioni religiose e le ideologie politiche. Si potrebbe fare una storia di decine di volumi per raccontare i ricorrenti tentativi di censurare la libertà di pensiero e di ricerca. Va insomma rivendicato e difeso il diritto dei laici, del liberali, degli antifondamentalisti, di denunciare che il risultato concreto di alcune politiche proposte dalle gerarchie vaticane è solo quello di proibire terapie, vietare ricerca, imporre inutili e crudeli sofferenze. Opporsi alla libertà della ricerca scientifica significa togliere speranza di vita per milioni di malati come lo erano Luca Coscioni, Piergìorgio Welby, Giovanni Nuvoli. Il ministro Gelmini propone che nelle scuole si torni a studiare l`educazione civica. Ben venga questo ritomo, perché significa studio della Costituzione, dove spiccano due articoli di cristallina chiarezza. L`art. 9 dice che «la Repubblica promuove lo sviluppo della cultura e della ricerca scientifica e tecnica». L`art. 33, afferma che «L`arte e la scienza sono libere e libero ne è l`insegnamento». Se in questi due articoli c`è arroganza, lo confesso: sono un`arrogante.

On. Maria Antonietta Farina Coscioni
Membro Commissione Affari Sociali
Co-Presidente «Associazione Luca Coscioni per la libertà di ricerca scientifica»

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