INTERROGAZIONE URGENTE SUI CIMITERO-FETI

Roma 5 gennaio 2012

Dopo la Regione Basilicata con l’azienda ospedaliera «San Carlo» di Potenza, è stata la regione Lombardia del presidente Formigoni, che ha varato provvedimenti che vanno ben oltre le sue competenze, disponendo la sepoltura dei feti come fossero esseri umani; sono poi seguiti casi analoghi in altre realtà, come Cremona e Caserta. Ben si comprende che all’appello non poteva mancare la Roma del sindaco Alemanno: protagonista, con la sua giunta di una delle sindacature più tetre e fallimentari che la storia della capitale ricordi: dalle vicende di “parentopoli” alla gestione del trasporto pubblico, della nettezza urbana e dell’ordine pubblico che sono sotto gli occhi di tutti. Non si è zuavi pontifici per nulla (indimenticabile la commemorazione della breccia di Porta Pia alla presenza di cardinali, per celebrare anche le guardie papaline), non sorprende dunque che il Comune di Alemanno si sia dotato di un cimitero per i bambini “mai nati”.

Non risultano significative ed efficaci campagne di informazione sessuale a beneficio di  minorenni e donne extracomunitarie, quelle cioè che con più frequentemente fanno ricorso all’aborto. Nulla si fa contro quei farmacisti che illegalmente praticano obiezione di coscienza e  rifiutano di fornire la pillola del giorno dopo; però, ci si scherma dietro un umanitarismo ipocrita, e si creano le condizioni per colpevolizzare chi ha scelto di ricorrere all’aborto.

E’ una inaccettabile violenza nei confronti delle donne: che, quando sono costrette ad interrompere la gravidanza già vivono una situazione traumatica e di solitudine, senza che ci sia alcuna necessità di ulteriori colpevolizzazioni da parte di istituzioni che – al contrario – dovrebbero mostrarsi solidali e sostenerle.

Si tratta inoltre di iniziative illegali. Una situazione che ho già denunciato in passato con interrogazioni e iniziative parlamentari, e che torno a denunciare oggi. Sollecito il governo e i ministri a prendere, finalmente, una posizione e ad assumere iniziative perché abbiano fine questi clamorosi conflitti tra normativa nazionale e legislazioni regionali e iniziative locali”.

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