Int. a M. A. Coscioni – «Tutti Welby e Nuvoli. No ai malati di serie B»

Rimproverate poca costanza sulla copertura di certi temi?
Dico che non c’è alcuna costanza e che i mezzi di comunicazione ne hanno parlato solo quando ne so- no stati costretti. È accaduto con Luca Coscioni, Piergiorgio Welby, Nuvoli, con il cardinale Martini. È accaduto ancora di più in momenti drammatici come il suicidio di Mario Monicelli o quello di Lucio Magri. Quando scema l’eco di queste storie chi sente parlare più di ricerca scientifica e organismi geneticamente modificati? In politica tutto tace.

Colpa degli “azzeccagarbugli della vita” che citate nel programma del congresso?
Anche. Da una parte ci sono i ma- lati terminali “normali”, di cui in pochi si curano, e dall’altra ci so- no questi esperti di cavilli che fanno di tutto per opporsi alla libertà di ricerca.

 

I “don Rodrigo dei proibizioni- smi” di cui parlate hanno un nome?
Certo. Da Roberto Formigoni che ricatta le cliniche lombarde e impedisce la fine del calvario di Eluana Englaro alla generazione rampante di Greenpeace cui dobbiamo la sentenza della Corte di Giustizia Europea che vieta di poter brevettare medicinali ricavati da cellule staminali embrionali ponendo paletti insensati alla libertà di ricerca scientifica. Aggiungiamoci i Pecoraro Scanio, gli Alemanno e gli Zaia che vogliono impedire la coltivazione di ogm e perfino la sperimentazione, e i militanti dei centri sociali guidati da Luca Casarini che devastano i campi ogm di Giorgio Fidenato, presidente dell’Associazione Agricoltori Federati. Il campione di questo “partito” è però Mario Capanna.

Perché?
Da leader sessantottino è passato a paladino dell’ambientalismo, nella sua versione autoritaria e proibizionista. Presiede una Fondazione per i diritti genetici e ha chiesto e ottenuto la dismissione dei campi sperimentali Ogm dell’Università della Tuscia. Una decisione scellerata perché il progetto della Tuscia era uno dei fiori all’occhiello della sperimen- tazione sugli ogm in Italia.

Nei suoi interventi insiste molto sulla libertà di ricerca scientifica.
È uno degli elementi costitutivi dell’Associazione, che quest’anno compie dieci anni. È l’obiettivo contro cui vanno i don Rodrigo con un armamentario incredibile di divieti che vorrebbero imporre. Come quello alla ricerca facendo uso del modello animale. Al momento questa ultima è indispensabile, non c’è alternativa di laboratorio o embrioni che tenga. Trovo inaccettabile che scienziati e ricercatori come Gilberto Corbellini, Gulio Cossu, Piergiorgio Strata, Cesare Galli o Elena Cattaneo siano trattati come degli incompetenti che non sanno quello che dicono. Credo che la questione della libertà di ricerca scientifica debba essere uno dei punti centrali di riflessione del congresso. Per me vale quello che disse una volta il filosofo spagnolo Fernando Savater: «I veri barbari sono coloro che non distinguono uomini e animali

Quale sarà il momento centrale della vostra due giorni a Milano?
Il momento centrale comincia sabato e finisce domenica. Ci sono molte questioni importanti da dibattere: dalla libertà di cura e terapia alla libertà di ricerca scientifica e i mille proibizionismi che si vorrebbero imporre. Al congresso verranno a dare il loro contributo prestigiosi scienziati e ricercatori.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: