Influenza A. Fa discutere la gestione dell’emergenza

ROMA – Nove domande rivolte al ministro della Salute, Ferruccio Fazio, per fare chiarezza sulla pandemia da nuova influenza. A metterle nero su bianco è stata la deputata radicale eletta nel Pd Maria Antonietta Farina Coscioni, co-presidente dell’associazione Luca Coscioni. “La campagna per la vaccinazione di massa contro la pandemia H1N1 si sta rivelando un clamoroso flop – sottolinea la deputata – I dati disponibili sono, al riguardo, inequivocabili: si annunciava trionfalmente il vaccino di almeno 24 milioni di persone, sembra che a tutt’oggi siano state utilizzate appena 35.300 dosi”. Quanto e’ costata l’intera operazione? Chi ci ha guadagnato? Questo domanda la democratica, che ha presentato una interrogazione urgente al ministro della Salute con nove precise domande. Coscioni chiede, tra l’altro, se sia vero che solo il 15 per cento dei medici e degli infermieri si è vaccinato e se sia vero che alle donne nel secondo e terzo trimestre di gravidanza sono state somministrate 21.376 dosi, pari all’11% del totale. La deputata chiede conto delle spese sostenute e se l’Italia vuole dar seguito alla richiesta di Margaret Chan, direttore generale dell’Organizzazione mondiale della Sanità, che ha proposto di donare i vaccini non utilizzati ai paesi in via di sviluppo.

Sulla gestione dell’emergenza da influenza A, inoltre, l’Italia dei valori chiede che venga istituita un’inchiesta parlamentare. Secondo Silvana Mura, deputata e membro della commissione Affari sociali, “nella gestione dell’intera vicenda dell’influenza A ci sono molte zone oscure sulle quali è opportuno fare luce, ad iniziare dalla secretazione dei contratti relativi all’acquisto dei vaccini, già denunciata dalla Corte dei Conti”.  Per Mura “la richiesta di un’inchiesta parlamentare, oltre ad essere uno strumento di estrema trasparenza, sarebbe la soluzione migliore per dimostrare che tutto ha funzionato alla perfezione nella gestione dell’emergenza, rassicurando e dando fiducia per il futuro ai cittadini sull’efficienza dello Stato. Sia alla Camera che al Senato sono già state istituite apposite commissioni sugli errori sanitari e par far partire il tutto basterebbe una leggina da approvare in poche settimane. Al contrario  voler liquidare il tutto come polemiche pretestuose ordite dall’opposizione non regge perché dà l’idea che ci sia qualcosa da nascondere”. Alle voci critiche contro l’operato del governo si aggiunge anche quella di Primo Mastrantoni, segretario Aduc, che spiega: “I numeri, a inizio anno, parlano chiaro: somministrate 852.707 dosi di vaccino, acquistate 24 milioni di dosi, la percentuale morti/influenzati è dello 0,004%”. Insomma, per l’Aduc, “è dir poco che abbiamo schiacciato un moscerino con la zampa dell’elefante, solo che mettere in moto l’elefante è costato un mucchio di soldi. Al contribuente, naturalmente”.

Dalla maggioranza arrivano le prime repliche alle critiche, soprattutto riguardo alle scorte di vaccino.  “Sono veramente superflue e ridicole le polemiche sull’avanzo delle scorte di vaccino per l’influenza A in quanto ritengo che, visto gli ultimi freddi, non è stata ancora superata la fase acuta della pandemia”. A parlare è un esponente della maggioranza, Giuseppe Palumbo, deputato che presiede la commissione Affari sociali. “Ritengo – sottolinea Palumbo – che bisognerebbe avere un tantino di coerenza in più visto che le polemiche sollevate dall’opposizione nei mesi scorsi sulla scarsità delle scorte ha fatto gridare inutilmente allo scandalo. Ricordi l’opposizione che fin dal mese di novembre i vaccini in numero sufficiente erano a disposizione degli utenti. Ora non c’è nulla di male se alcune scorte in eccedenza siano destinate a paesi più poveri per far fronte all’emergenza. Mi auguro – chiude – che qualcuno, per mero calcolo politico, non sia dispiaciuto che la pandemia sia stata meno grave del previsto”.

Fonte: SuperAbile

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