Influenza, 500 mila vaccinima non si possono usare

Liguria e Toscana hanno aperto la strada: la pandemia, se necessario, sarà affrontata anche con il reclutamento di medici disoccupati o “veterani” in pensione. Risorse umane straordinarie contro un’emergenza che potrebbe rivelarsi straordinaria. Il progetto a Genova ha incontrato il favore dei diretti interessati e del loro Ordine professionale.

E mentre la Spagna aggiorna il bollettino dei decessi da Influenza A con la venticinquesima vittima (una ragazza di 28 anni), l’Italia registra un altro caso grave: una disabile cinquantenne, risultata positiva al virus, è ricoverata da alcuni giorni nel reparto di rianimazione dell’ospedale “Bufalini” di Cesena. Da Savona, invece, la notizia di tra casi sospetti sulla Costa Concordia.

Ieri, intanto, il premio Nobel per la medicina Luc Montagnier ha detto a proposito dell’H1N1 che «la probabilità che il virus muti in una forma più perniciosa è nelle mani di chi non applica la prevenzione, ma soprattutto di chi non si vaccinerà, in particolar modo i giovani». A proposito di prevenzione, il viceministro della Salute Ferruccio Fazio ha reso noto che sono già arrivate 500 mila dosi di vaccino. «Si tratta di vaccini quarantenati – ha spiegato – cioè che non possono essere utilizzati prima dell’autorizzazione dell’Emea, l’Agenzia europea del farmaco. Non appena l’Emea darà le autorizzazioni necessarie, inizieremo la campagna di vaccinazioni per 8,6 milioni di italiani». Tornando a Montagnier, ha sottolineato: «Con l’arrivo dei primi freddi le misure adottate fino ad ora per evitare il contagio non saranno più sufficienti e sono proprio i giovani a non avere il sistema immunitario pronto a difendersi». Di qui l’invito a preparalo assumendo papaya fermentata e ricchi piatti di frutta e verdura ed evitando i grassi saturi, l’alcol e tabacco. «Al momento opportuno – ammonisce – nessuno dovrà evitare però la vaccinazione». Concorda su tutta la linea Fabrizio Pregliasco, virologo dell’Università statale di Milano, secondo cui occorre evitare che proprio i giovani, che frequentano le scuole e che hanno una vita sociale intensa, diventino gli «untori, una vera e propria bomba biologica». Il 40% dei casi di influenza, ricorda infatti Pregliasco, avviene proprio nella fascia 0-14.

Per quanto riguarda i vaccini, Fazio ribadisce che «saranno consegnati entro il 15 novembre». Di qui l’invito alle mamme italiane «di mandare tranquillamente i figli a scuola perchéè stato organizzato un sistema di monitoraggio per limitare al massimo i rischi». Quanto alla vaccinazione dei più piccoli, Fazio chiarisce che «non esiste una valutazione completa per i ragazzi sotto i 18 anni e per le donne in stato di gravidanza. Abbiamo chiesto come comportarci al Consiglio superiore di sanità dove siedono i massimi esperti italiani. A febbraio, comunque, quando saranno completati i test, vaccineremo anche i più giovani». Chiede invece la priorità per le donne in gravidanza per l’accesso al vaccino il radicale Silvio Viale, perché«devono poter potenzialmente proteggere anche i neonati». Sempre dai radicali arriva un’altra richiesta. «Occorre interrompere questo clima di psicosi creatosi dopo la morte del paziente di Napoli – afferma la deputata Maria Antonietta Farina Coscioni – con una urgente campagna di informazione e chiedo che il ministero della Salute se ne faccia carico». Secondo la Federazione degli ordini dei farmacisti (Fofi), comunque, l’allarme mediatico da influenza A non ha provocato nei cittadini alcuna corsa ai farmaci antivirali.

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