Il paese dei divieti

Hanno voglia di giocare e di divertirsi, hanno bisogno di affetto e di comprensione, sono capaci di gesti di tenerezza come noi… Sapete cosa c’è? Sono proprio come noi: nelle loro vene scorre lo stesso sangue, ed è rosso come il nostro, ridono, piangono, soffrono, pensano, hanno fame, sete, sonno, come tutti. Eppure, ancora oggi, c’è chi li guarda con diffidenza e timore; sono “strani”, si sente dire. Sì, strani lo sono, come noi; e possono avere le stesse reazioni che abbiamo noi. Sono le persone con la sindrome di Down.

Il 10 ottobre ricorre la “loro” Giornata Nazionale, organizzata dal «Coordinamento Nazionale Associazioni delle persone con sindrome di Down». Si cercherà di sensibilizzare l’opinione pubblica per superare e vincere pregiudizi e luoghi comuni che ancora accompagnano le persone con sindrome di Down. C’è ancora molto da lavorare verso una vera integrazione delle persone disabili nella società.

Un esempio: una persona con la sindrome di Down decide di trascorrere una giornata in un parco giochi? Spesso si scontra con gli atteggiamenti (e pregiudizi) discriminatori dei responsabili, che impediscono arbitrariamente e pretestuosamente l’accesso. Loro il diritto di divertirsi evidentemente non l’hanno… Gardaland è il grande parco di divertimenti per eccellenza: esiste un regolamento che vieta l’accesso a numerose attrazioni alle persone con handicap intellettivo. Siccome nella maggior parte dei casi tale condizione non è facilmente verificabile dagli addetti alla sorveglianza, cosa accade?

Che le uniche persone che vengono fermate sono quelle con la sindrome di Down, penalizzate dai loro tratti somatici caratteristici. Mi sono stati segnalati decine di casi – molti poi hanno avuto anche una eco sulla stampa – che ho trasformato in altrettante interrogazioni. I ministri a cui mi sono rivolti, quello per la gioventù, per le pari opportunità, sono molto impegnati. Non ho mai avuto risposta. In compenso le discriminazioni aumentano; oppure, ed è un dato confortante, genitori e amici di queste persone non sono più disposte a subire in silenzio questa discriminazione, questa violenza, e si ribellano, fanno scoppiare il “caso”.

Per questo ho presentato alla Camera dei deputati una mozione che impegna il Governo a far cessare questa situazione palesemente discriminatoria e a presiedere un tavolo di confronto tra le realtà interessate per addivenire alla stesura di regolamenti condivisi. Con l’occasione, il Governo dovrà inoltre effettuare un monitoraggio sull’accessibilità dei parchi di divertimento nazionali da parte della clientela con disabilità. Le persone con sindrome di Down sono come noi. Anzi, posso dire? Siamo noi.

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