Forum sull’Umbria a l’Unità

LA DIRETTA

Ore 11,25 – Binetti: «Avete assistito al solito ping pong tra destra e sinistra. Io spero che votando per me e per l’Udc si possa superare questo immobilismo in cui siamo attanagliati Se noi non vinceremo noi sosterremo le buone proposte di una o dell’altra parte. Sanità: si chiede un cambiamento. Non nuovi grossi ospedali ma assistenza sul territorio. Se vincessi su questo tema farei un grande investimento sulla medicina territoriale. È quello che ho voluto sottolineare nella legge che dovrebbe essere presto approvata».

Ore 11,15 – Modena: «Se tutto quel che non va in Umbria è colpa del governo perché con tutti i meriti che si dice abbia la giunta che ha governato finora è stata decapitata proprio dal Pd? Questo segnala che i tempi stanno cambiando nella nostra Regione».

Ore 11,01 – «Il tasso di disoccupazione in Umbria è in costante discesa dagli ultimi due anni. Ma ci sono tanti lavoratori precari, partite iva, co.co.co, interinali per cui il governo non fa nulla in quanto a “flex-security” e a tutela del reddito. C’è da noi un alto tasso di scolarizzazione, ma le imprese fanno fatica ad assordire questa occupazione di qualità. Bisogna essere più “aggressivi” con le imprese per far assorbire questa occupazione. Bisogna puntare sull’innovazione anche per imprese e sindacati. Ma fino ad ora la storia dell’Umbria è sempre stata quella di una alta tutela sociale. E finora per la sanità è stata una delle regioni che ha sanato i suoi conti senza pesare sui cittadini, ha costruito nuovi ospedali, ha stanziato fondi per l’assistenza domiciliare, ha creato una rete di sussidiarietà con il pubblico e il privato. Come proseguire su questi standard di qualità? Se il fondo di riparto del governo si riduce questa qualità non puo’ che essere a rischio…».

Ore 10,59 – Modena: «La risposta all’occupazione giovanile è: formazione professionale. Un provvedimento recente del governo vuole rivoluzionare questo settore e farne un collegamento saldo con il mondo del lavoro. Su questo come Regione Umbria noi punteremo decisamente. Le nostre università devono diventare partner dell’azione amministrativa. Poi bisogna puntare sui contratti di solidarietà per i lavoratori in crisi».

Ore 10,55 – Coscioni: «L’Umbria non è più un giardino verde. Ci sono questioni aperte per lo smaltimento illegale dei rifiuti pericolosi, ci sono infiltrazioni mafiose. Per tornare all’Umbria verde dobbiamo puntare sulla trasparenza e sulla legalità. Trasparenza vuol dire anche appalti puliti nella sanità. Consideriamo che l’Umbria è la terza regione italiana per suicidi e la maggior parte deriva dalla mancata assistenza ai malati anziani. Basta con i partiti nella sanità. Per tornare alla questione giovani e lavoro: la risposta è reddito minimo garantito. Per i disabili e i malati è stato eliminato l’assegno di assistenza».

Ore 10,53 – Binetti: «L’Umbria verde deve essere la nostra immagine guida. E si rafforza puntando sui giovani, sull’università e sulla ricerca. Per questo bisogna contrastare la “depressione post-lauream”. Finora forse è vero che ci si è solo affidati alla burocrazia del posto pubblico. Ma anche perché finora non si è investito sui giovani e sulle loro idee. Donne: la regione Umbria ha approvato una buona legge sulla famiglia approvata insieme all’Udc e non con Rifondazione. Il tema della famiglia deve essere coniugato con quello dell’occupazione femminile. Penso al turismo, ecc…».

Ore 10,51 – Marini: «L’economia della regione deve diventare “verde”. Facciamo ricerca e innovazione proprio sulle energie sostenibili. La chimica del polo ternano è all’avanguardia europea. Le imprese però devono sostenere spese più alte che in qualsiasi paese europeo, e il governo non fa niente per questo. L’unica risposta che arriva dal centrodestra è il nucleare. E senza affrontare il tema della salute dei cittadini, ma guardando proprio alla sostenibilità economica del nucleare in un momento in cui gli investimenti di tutti i paesi vanno verso le nuove energie. Un vecchio slogan da riprendere è quello della sostenibilità dello sviluppo economico. Su questo vanno indirizzati i finanziamenti europei. Dobbiamo puntare sulla ricerca e sulle università».

Ore 10,47 – Modena sul nucleare: «A fine marzo non si va a votare per il sì o il no al nucleare. Solo agitare questo argomento vuol dire non avere contenuti veri».

Ore 10,40 – Modena: «Sosteniamo la raccolta firme di altri candidati: c’è mancanza di democrazia. Il potere è fatto di steccati e recinti».

Ore 10,35 – Modena: «Tutte le forze che non si riconoscono nel centrosinistra e che in Umbria vogliono il cambiamento hanno scelto me. Sono oltre 40 anni che la sinistra governa la mia regione. Con me ci sarà la società civile e liste civiche. Assistiamo a una disgregazione del tessuto sociale e politico. Abbiamo visto le divisioni delle primarie del Pd. Tutto questo riguarda non solo l’elettorato del centrodestra ma tutti i cittadini. Il modello economico finora messo in campo è stato solo di breve respiro e fondato solo sull’impegno del pubblico. È il momento di cambiare».

Ore 10,30 – Binetti: «Mi chiedono “come mai non si è dimessa?”. Nessuno l’ha chiesto agli altri 18 parlamentari che hanno fin qui hanno cambiato partito. Mi sembra fazioso chiederlo a me…».

Ore 10,28 – Binetti: «Spero che presto l’Udc e il movimento di Rutelli, per cui nutro profonda stima e vicinanza, si ritrovino insieme».

Ore 10,25 – Binetti: «Sono da giorni in Umbria ad ascoltare i bisogni della gente. La mia storia è conosciuta. Sono una persona che ha creduto fermamente che nel Pd ci potesse essere spazio per una cultura cattolica. In tutti questi anni ho sempre votato insieme al mio partito salvo in quei pochi casi in cui questo andasse contro la mia coscienza. Pensavo ci fosse l’idea di un partito nuovo. Però questa idea è stata messa in crisi dalla candidatura della Bonino, proprio nella mia regione. Io l’ho vissuta come una provocazione. È una sinistra che sta firmando una svolta “zapaterista”».Ore 10,20 – Coscioni: «La mia candidatura è sospesa per la raccolta delle firme. La Lista Bonino-Pannella è l’unica tenuta a raccogliere le firme e una legge recentemente approvata (a gennaio) ha anche aumentato il numero di firme necessarie. Il mio è anche qui ora un appello, a tutti i cittadini e alle mie colleghe candidate, a firmare per consentirmi di candidare».

Ore 10,15 – Marini: «Sono umbra e sono radicata nella mia regione. Sono candidato del centrosinistra e sento la forte spinta del popolo delle primarie che mi ha scelto».

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