FARINA COSCIONI: DIMISSIONI PEZZANO GIUSTE, OPPORTUNE E TARDIVE.

Le dimissioni del direttore generale dell’ASL1 di Milano Pezzano non sono solo giuste e opportune; sono anche tardive. Pezzano, parla di fango contro di lui. Dunque sarebbe fango il video dei carabinieri che lo ritrae in compagnia di noti esponenti della ‘ndrangheta; fango la notizia dell’11 marzo secondo la quale «Pezzano fu indagato per due anni per associazione mafiosa».

La verità è che Pezzano era la persona sbagliata, nominata nel posto sbagliato, e finalmente si comincia a sanare una situazione che si ha ragione di credere vada ben oltre il singolo episodio. Con buona pace del ministro dell’Interno Maroni e del presidente della regione Lombardia, la ‘ndrangheta e la criminalità organizzata da anni si sono insediate e avvolgono in modo tentacolare la Lombardia e in generale le regioni del Nord d’Italia. Negarlo, come il centro-destra cerca di fare è la tipica politica dello struzzo che si illude di risolvere i problemi semplicemente negando la realtà e nascondendo la testa sotto la sabbia. Il caso di Pezzano non può essere rubricato come un caso “isolato”: la sua nomina non è caduta dal cielo, ci sono precise, evidenti, solari responsabilità politiche, e forse non solo politiche.

Da tempo noi radicali a Milano e in Lombardia denunciamo una pesante situazione fatta di condizionamenti, inquinamenti, intrecci politico-criminali, e la quotidiana cronaca ci dà ragione.

Da tempo chiediamo inascoltati che si mutino radicalmente i criteri di nomina per quel che riguarda i vertici delle aziende sanitarie. Un progetto di legge, di cui sono prima firmataria, giace da mesi nei cassetti di Montecitorio. Lo ricordo perché se quel progetto di legge fosse stato approvato oggi episodi come quello che vede protagonista Pezzano probabilmente non si sarebbe verificato.

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