Englaro. Dopo il 6 gennaio la decisione della clinica di Udine

Interpellato dall’ANSA, Riccobon ha spiegato che ‘sono in corso alcuni approfondimenti giuridici su aspetti tecnici e amministrativi, che proseguiranno attraverso alcune riunioni in programma dopo il 6 gennaio. Nei giorni successivi – ha aggiunto – prenderemo una decisione’.

L’Amministratore delegato ha precisato che gli approfondimenti giuridici ‘riguardano le competenze di Stato e Regione per l’accreditamento delle strutture sanitarie sul territorio e la validita’ dell’atto di indirizzo del ministro del Lavoro e della Salute, Maurizio Sacconi, tenendo conto che – ha concluso – in questa situazione operiamo al di fuori del servizio sanitario nazionale e in regime privatistico’.

Eluana Englaro e’ da 17 anni in coma vegetativo per i postumi di un incidente stradale. Suo papa’ Beppino ha piu’ volte detto di voler portare la figlia a morire in Friuli, terra di origine degli Englaro.

BOTTA E RISPOSTA COSCIONI-ROCCELLA
‘Esiste una Costituzione, e l’Italia, per quanti sforzi si faccia in questo senso, non e’ ancora una provincia vaticana. Dunque il diritto a non subire trattamenti sanitari non voluti e imposti, e’ un diritto che va difeso, garantito e tutelato’. Cosi Maria Antonietta Farina Coscioni, deputata radicale e co-presidente dell’Associazione Luca Coscioni, replica a Eugenia Roccella in un botta e risposta iniziato in seguito a un’intervista del sottosegretario al Welfare apparsa oggi su ‘La Repubblica’.

‘Con il suo zelo – afferma in una nota – l’onorevole Roccella incassa, e ne sara’ compiaciuta, il plauso dell’onorevole Luca Volonte”. La deputata ricorda poi che e’ la prima firmataria di una proposta di legge, presentata a giugno 2008, per la ratifica ed esecuzione della Convenzione sui diritti delle persone con disabilita’ adottata dall’ Assemblea generale delle Nazioni Unite e che sia in base all’art. 25 della Convenzione che all’art. 32 delal Costituzione (caso Welby), una persona non disabile ha diritto a rifiutare qualsiasi cura. ‘Se Eluana fosse cosciente – sottolinea – potrebbe rifiutare sondini ed alimentazione. Poiche’ e’ disabile grave (stato di incoscienza) viene discriminata’.

La Costituzione tutela la dignita’ umana ma non da’ il diritto a morire, ne’ quello di disporre a piacimento del proprio corpo. E’ quanto precisa il sottosegretario al Welfare Eugenia Roccella, replicando a Farina Coscioni la quale. “L’articolo 32 della Costituzione di cui l’onorevole Farina Coscioni si fa interprete – spiega Roccella – garantisce la liberta’ di cura, cioe’ la liberta’ di scegliere le terapie e di decidere se sottoporsi o no a un determinato trattamento sanitario. Nulla a che vedere, dunque, con il ‘diritto a morire’ sostenuto dai Cavalli-Sforza.

Ricordiamo che per la legge italiana la disponibilita’ del proprio corpo ha dei limiti: per esempio, non e’ possibile vendere i propri organi o affittare un utero, ed e’ punito chi istiga al suicidio o chi vi coopera. Ad essere coerente nella richiesta di modificare l’articolo 32 della Costituzione dovrebbe quindi essere l’onorevole Farina Coscioni”.

“L’ostinazione a interpretare tutto attraverso la lente deformante dell’ideologia – attacca poi la Roccella – impedisce all’onorevole Farina Coscioni persino di capire l’italiano. La frase virgolettata che riporta dalla mia intervista a Repubblica (‘ferma opposizione alla selezione genetica perche’ la societa’ sarebbe costretta a sopportare costi economici troppo elevati’), ha un senso esattamente opposto a quello da lei indicato. Di malattie genetiche da evitare attraverso l’aborto o l’eutanasia perche’, appunto, ‘i costi alla societa’ sarebbero ‘molto gravi’ parlava l’articolo di Francesco e Luca Cavalli-Sforza pubblicato da Repubblica il giorno precedente, e io riferendomi a quel testo citato dall’intervistatore ribadivo ‘la mia ferma opposizione alla selezione genetica’, ancora piu’ inaccettabile se legata a una pura valutazione di convenienza economica”.

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