EMERGENZA AMIANTO: BLITZ RADICALE AL CONVEGNO NAZIONALE

Nel corso del convegno nazionale “Amianto: cos’è, chi colpisce, dove va” tenutosi questa mattina a Palazzo Trecchi, su iniziativa dell’Associazione radicale Piero Welby di Cremona è stato consegnato a tutti i partecipanti un documento che denuncia la “la strage in corso non solo di diritto ma di vite umane” e la “colpevole, incredibile, inerzia del governo”.
In particolare, per quanto riguarda il risarcimento dei malati si ricorda come alle nove interrogazioni presentate dall’inizio della legislatura dalla deputata radicale Maria Antonietta Farina Coscioni  non è mai stata data risposta. Con l’iniziativa parlamentare la deputata Coscioni denuncia lo scandalo del fondo previsto per le vittime dell’amianto: 50 milioni di euro stanziati (30 dal governo Prodi nel 2008, altri 20 dal governo Berlusconi nel 2009) ma finora mai utilizzati a causa della mancata approvazione del decreto attuativo. E in assenza del decreto, il fondo non esiste!
Emergenza amianto: in corso una letterale strage non solo di diritto ma di vite umane. La colpevole, incredibile, inerzia del Governo.

Ogni anno circa tremila persone muoiono per malattie correlate all’esposizione all’asbesto. Tra il 2015 e il 2020 è previsto il picco massimo di tumori, dato che  il periodo di latenza del mesotelioma arriva fino a 40 anni.

Dai dati ufficiali del CNR si apprende che nelle città italiane vi sarebbero almeno 32 milioni di tonnellate di amianto da smaltire: ben 500 chili per abitante, due miliardi e mezzo di metri quadrati di coperture in eternit, pari a una città di 60 mila abitanti, fatta di solo amianto. Una giungla di miliardi di fibre che, sino a quando non verranno smaltite continueranno a essere una bomba sotto la quale l’Italia siede inconsapevole e inerte: una situazione che provocherebbe la morte di circa tremila persone ogni anno per malattie correlate all’esposizione all’asbesto, e tra queste almeno milleduecento casi di mesotelioma, una forma di cancro per il quale finora non è stata trovata una cura.

Nella sola regione Lombardia risultano almeno 2,7 milioni metri cubi di amianto sparsi in 4.228 edifici pubblici, 24 mila edifici privati e in mille siti.
Una situazione gravissima, un vero e proprio attentato alla salute della collettività. Quello che maggiormente sconcerta è inerzia, l’indifferenza del governo nel suo complesso, dei ministri che dovrebbero essere già da tempo intervenuti. Dall’inizio della legislatura la parlamentare radicale Maria Antonietta Farina Coscioni, co-presidente dell’Associazione Luca Coscioni, ha presentato nove interrogazioni con dati, cifre, situazioni precise, relative alla vicenda-scandalo Eternit. A nessuna di queste si è ritenuto di dare risposta, in piena coerenza con un atteggiamento di totale disinteresse di questo governo verso l’attività ispettiva del parlamentare. Tuttavia la situazione si incancrenisce ed è sempre più emergenza.

Particolarmente grave è il caso di Broni: a 16 anni dalla chiusura, la fabbrica, 15 ettari in mezzo al paese, è un luogo spettrale, pieno di eternit. I capannoni abbandonati, gonfi di veleno. Trentotto decessi per mesotelioma dal 2000 al 2006: operai, ma anche gente che abitava intorno al mostro divenuto sito di interesse nazionale. Non meno sconcertante la vicenda verificatasi a Offanengo e Romanengo, vicino Cremona, a proposito di alcuni lavoratori della fabbrica ex INAR, e le loro famiglie, esposti all’amianto, alcuni dei quali deceduti per il tumore contratto. Eppure la bonifica non è ancora iniziata. Le nuove vittime sono i lavoratori comuni, i cosiddetti ignari dell’esposizione “ambientale”: non lavoravano direttamente l’amianto, ma l’amianto stava – e, in molti casi, sta ancora – lì dove si guadagnavano da vivere, o dove vivevano e vivono: nelle onduline, nei capannoni, nei camini, nei cassoni per l’acqua, nelle coibentazioni selvagge che andrebbero asportate e sepolte.

Per quanto riguarda il risarcimento dei malati sono stati stanziati 50 milioni di euro destinati alle vittime (30 dal governo Prodi 2008, altri 20 dal governo Berlusconi 2009) ma finora non sono stati utilizzati. Ciò è dovuto al fatto che manca ancora il decreto attuativo. E in assenza del decreto, il fondo non esiste!

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Associazione radicale Piero Welby di Cremona
www.radicalicremona.it

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