ELUANA ORA PUOI MORIRE IN PACE

 

Ora, si incomincia a intravedere la fine del lunghissimo calvario della famiglia di Eluana, la stessa Eluana ora è finalmente libera, come avrebbe voluto esserlo da tempo. Mi auguro che i tanti che, in questi giorni e in queste ore, hanno parlato senza conoscere, rispettino finalmente il dolore della famiglia Englaro, così duramente provata e contro la quale è stata esercitata una incredibile violenza e contro la quale si sono usati termini e toni terrificanti. Anchè ieri si è parlato di omicidio da parte del Vaticano e della destra: si è lasciato credere che Eluana verrà lasciata morire di fame e di sete, mentre staccare il sondino che la alimenta significa consentire che si possa spegnere senza soffrire, dato ampiamente provato scientificamente. Troppi hanno parlato senza sapere, senza conoscere, non hanno avuto rispetto e misericordia, hanno imbastito crudeli speculazioni politiche. Spero – ma non credo – che al momento in cui verrà staccata la spina taceranno.

Alla famiglia Englaro dico grazie per la straordinaria lezione di dignità e di compostezza che ci hanno dato in tutti questi anni. Una lezione che cercheremo di onorare, portando avanti la battaglia per la difesa della volontà dei paziente; quella volontà che nel caso di Eluana per tanto tempo non si è voluto tutelare. C`è chi non vuole pronunciarsi sulla propria morte, né scegliere, affidandosi a quello che sarà. E` una scelta rispettabile e che va rispettata, come quella di chi non accetta di dover continuare a vivere in stato di coma vegetativo. Si deve insomma poter consentire la possibilità di scegliere tra queste due opzioni: non un obbligo, ma una facoltà.

La Corte di Cassazione ieri, la Corte Costituzionale e la Corte di Appello di Milano nelle settimane scorse, si sono pronunciate, tutte, in modo inequivocabile. Non è, la loro, un`invasione di campo come qualcuno, pretestuosamente, ha detto; è piuttosto un solenne, ineccepibile richiamo alla lettera e alla forma della legge, del diritto, oltre che dell`umanità e del miglior senso comune.

Ora tocca a noi politici assicurare una buona legge sul testamento biologico, che garantisca innanzitutto il rispetto della volontà e della dignità del malato; una legge che sia ispirata a criteri diversi da quelli espressi dalla maggioranza del Pdl. Questo è sempre stato il nostro obiettivo, per questo abbiamo lottato, su questo proseguirà irriducibile e più determinato che mai, il nostro impegno.

Maria Antonietta Farina Coscioni
Deputata radicale nelle liste del PD
co presidente dell’Associazione Luca Coscioni

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