E intanto si boicotta il testamento biologico

Testamento biologico. Eutanasia. Due ambiti distinti che troppo spesso vengono confusi, anche dalla politica, rendendo la morte e la malattia ancora più difficili da affrontare. lo si vede nei commenti al caso Englaro – un “atto di eutanasia” lo chiama Mariano Crociata a nome dei vescovi italiani, “una condanna a morte” lo definisce il sottosegretario all`interno Alfredo Mantovano – mentre lo stesso disegno di legge Calabrò sul testamento biologico, che da quell`episodio di cronaca trae un forte impulso, parla in alcuni articoli di “divieto di eutanasia”L “Questa confusione – dice Maria Antonietta Coscioni, deputato radicale eletto nelle liste Pd – è paradossale. E assurdo che si parli di eutanasia in una proposta di legge sul testamento biologico. Il testamento biologico prevede che una persona cosciente esprima, la propria volontà nel fissare i limiti oltre i quali la scienza, la tecnologia, la medicina `non possono ricadere sul suo corpo. Ci sono enormi differenze tra una dichiarazione anticipata di trattamento ed una scelta di tipo eutanasico”. Volendo pensar male si potrebbe credere. che qualcuno faccia apposta a confondere i due piani, si agita lo spettro della dolce morte per sabotare la libertà di scelta dell`individuo.

Onorevole Coscioni, leggiamo di suoi appelli ed iniziative di vario tipo sia sul testamento biologico che sull`eutanasia.

Sì ma le mie iniziative non riguardano solo queste ore. Già all`apertura di questa legislatura mi sono fatta promotrice della ricostituzione dell`intergruppo Coscioni Welby, che ha` visto l`adesione di oltre quaranta parlamentari di entrambi gli schieramenti – della maggioranza posso citare Margherita Boniver, Antonio Paravia, Francesco De Luca, Mario Pepe – che iscrivendosi all`associazione Luca Coscioni hanno trovato un confronto pragmatico e non ideologico sui temi della vita, della morte, della disabilità e della malattia. E voglio anche ricordare le posizioni coraggiose assunte da Benedetto Della Vedova anche di queste ore.

A breve l`intergruppo si unirà di nuovo e all`ordine del giorno c`è niente di meno che la libertà di coscienza dei parlamentari.

Si, noi, non vogliamo che sui temi etici nell`aula parlamentare prevalga la libertà di coscienza. l politici sono chiamati a rappresentare le istanze` dei cittadini, e il rischio che si corre con la proposta di legge Calabrò è che ai parlamentari venga lasciata la libertà di coscienza, escludendo così le istanze e le domande che ci pongono gli italiani. Peraltro tutti i sondaggi parlano chiaro, la maggior parte dei cittadini è favorevole all`interruzione delle sofferenze nel caso di malattie irreversibili o di disabilità molto gravi. Noi dobbiamo quindi dare espressione a queste volontà nella legge che stiamo per discutere.

Lei propone una calendarizzazione dei progetti per regolamentare il fenomeno dell`eutanasia clandestina. In che cosa consiste e a che serve questa iniziativa?

Lo scopo è quello di far emergere le azioni che in Italia si compiono nel sommerso nei reparti di rianimazione e i casi di chi, come Beppino Englaro, vuole far rispettare la volontà dei propri cari non in modo `fai da te` ma nel rispetto della legge. Di fronte a questi fenomeni noi radicali – ma non siamo i soli, ricordo anche Umberto Veronesi – parliamo di eutanasia clandestina, intendendo quella libertà che viene lasciata ai familiari o ai medici di interrompere un processo di sofferenza senza però sapere che cosa il malato avrebbe voluto.

Cosa c`entra questo con la proposta di legge Calabrò sul testamento biologico?

La proposta di legge contiene degli articoli in cui si vieta l`eutanasia. lo trovo paradossale che si parli di eutanasia in una semplice proposta di legge sul testamento biologico, una pratica che prevede l`espressione della volontà di una persona pienamente cosciente per fissare le linee oltre le quali la scienza, la tecnologia o altre volontà non possano ricadere sul proprio corpo. Dunque, visto che la proposta di legge Calabrò contiene il richiamo al divieto dell`eutanasia, tanto vale che la discussione venga fatta anche su questi temi, che si calendarizzino subito, proprio per far conoscere la differenza che c`è tra eutanasia e testamento biologico. La maggioranza di governo con la sua propaganda e attraverso una forma di terrorismo psicologico non vuote chiarire le enormi differenze che passano tra una dichiarazione anticipata di trattamento ed una scelta di tipo eutanasico.

Lei fa un appello bipartisan ai suoi colleghi a “respingere le ingerenze vaticane”. Dunque il problema non sono tanto le ingerenze della chiesa quanto il fatto che esse vengono poi accolte dai politici?

É proprio così. Per quanto mi riguarda, io non voglio che il legislatore trasformi in leggi dello stato le pressioni che arrivano dall`esterno. Quelle pressioni devono rimanere tra le norme morali a cui ognuno può adeguarsi se lo vuole ma non possono diventare un obbligo per tutti. Occorre fare una distinzione tra reato e peccato.

Lunedì scorso un cittadino toscano, tramite il suo legale, ha presentato ricorso contro il testamento biologico a Firenze. Ha chiesto di conferire alla figlia il potere dì decidere per il suo rifiuto alle cure perché non vuole “finire come Eluana”.

Questo episodio testimonia che la legge che stanno per approvare, visto che la maggioranza ha i numeri per farla passare, fa paura. Questo cittadino teme di non potersi appellare all`articolo 32 della Costituzione (“Nessuno può essere obbligato a un determinato trattamento sanitario se non per disposizione di legge”; ndr) perché si sta per legiferare in maniera restrittiva sulla volontà delle persone. Questa legge contiene tantissimi divieti ma non parla mai del rispetto della volontà del dichiarante.

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