Dove sono finiti i LEA?

Dove sono finiti i Livelli Essenziali di Assistenza? In Italia, in questo momento, non ci sono abbastanza soldi per occuparsi dell’assistenza delle persone malate, per cercare di garantire loro una vita dignitosa. Parliamo di oltre 4 milioni di malati, affetti da Sclerosi Laterale Amiotrofica o da altre malattie che li rendono parzialmente autosufficienti. Queste persone sono affidate unicamente alle possibilità delle loro famiglie, o abbandonate a se stesse.

Per loro non solo non ci sono i soldi per l’assistenza, ma non c’è neanche il tempo di aggiornare la documentazione, il cosiddetto nomenclatore, degli ausili e delle protesi, che serve a prescrivere alle persone malate gli strumenti per avere una migliore qualità della vita. Questo nomenclatore è fermo al 1999 quindi non contempla tutti quegli strumenti che, grazie al progresso, nell’arco di questi 10 anni sono migliorati.

Da tempo l’Associazione Luca Coscioni sta conducendo una battaglia per i diritti di queste persone; la co-presidente dell’Associazione nonché deputata radicale e segretario della Commissione Affari Sociali della Camera Maria Antonietta Farina Coscioni, è stata in sciopero della fame per 18 giorni ed ha interrotto la protesta soltanto quando la questione è stata messa all’ordine del giorno in Commissione Affari Sociali alla Camera. Ieri, a rispondere, è stato il Vice-Ministro dell’Economia Giuseppe Vegas.

 

Help Consumatori ha chiesto un resoconto dell’audizione a Maria Antonietta Farina Coscioni.

Cosa ha detto ieri il viceministro Vegas?

Le parole del Vice-Ministro Vegas sono state molto chiare: il Governo si nasconde dietro la crisi che vive il nostro Paese. Vegas ha detto che non c’è la stabilità economica per emanare i LEA. Alla mia proposta di scorporare momentaneamente il nomenclatore degli ausili e delle protesi dal complesso dei LEA ha risposto che non è in grado in questo momento di fornirci una spiegazione. A questo punto la situazione diventa ancor più grave perché le parole di Vegas fanno perdere quelle speranze che i malati italiani avevano riposto in questo frangente di legislatura. L’audizione di Vegas sarà disponibile su Radio Radicale e noi la invieremo a tutte le associazioni dei malati, dei pazienti e dei disabili e attenderemo da loro spunti e iniziative.

Secondo lei si tratta di un problema elusivamente economico o c’è una vera disattenzione del Governo nei confronti dei diritti dei malati?

Il fatto di non emanare il decreto sui LEA coglie una volontà politica che va nella direzione opposta rispetto alle istanze dei più deboli. Tra le priorità dell’agenda politica di questo Governo sicuramente non ci sono i diritti di queste persone. Non a caso l’ultimo Governo Prodi, anche legislatura caduta, ha emanato con il Ministro Livia Turco il decreto di revisione dei LEA. Oggi, invece, il Governo nega di fatto il diritto alla salute, che è sancito dalla nostra Costituzione.

Cosa prevedete di fare?

Intanto abbiamo costretto il Governo a rispondere alle nostre domande. E questo è un primo passo di un lungo percorso di lotta politica non violenta. Il mio primo atto parlamentare quando sono stata eletta è stato quello di presentazione di un’interpellanza urgente sulla revisione dei LEA. Allora si sono inventati che non c’era congruità economica e tutto era da rifare. Tremonti, cioè, ha riaperto la questione tecnica. Ma si tratta di una profonda ipocrisia perché non c’era bisogno di riaprire nessun tavolo tecnico sull’aggiornamento dei LEA e del nomenclatore. L’intesa c’è stata con l’emanazione del Patto della Salute nel novembre 2009. L’unica cosa che manca è il concerto che deve dare il Ministro Tremonti. Il Governo, per dare un segnale ai cittadini italiani, potrebbe almeno aggiornare il nomenclatore degli ausili e delle protesi e rimandare la revisione dei LEA ad un momento di maggiore stabilità economica. In un momento di crisi come questa quelli che sono veramente a rischio sono i malati e le persone disabili. Tutti sappiamo qual è il livello delle pensioni in Italia e addirittura, nella manovra finanziaria, il Governo ha tentato anche di innalzare la percentuale di disabilità per chiedere l’assegno di invalidità. Per fortuna attraverso il nostro lavoro silenzioso questo tentativo si è scongiurato. Ora lancio un appello al mondo dell’associazionismo intero, senza contrapposizioni interne, ad appoggiare la nostra battaglia.

di Antonella Giordano

2010 – redattore: GA

Fonte: Help Consumatori

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