Diritti smarriti

 

Cure a domicilio per i malati di Sla, sostegno alle famiglie e approvazione urgente, da parte del governo, dei nuovi livelli essenziali dì assistenza (Lea) e del nuovo nomenclatore tariffario delle protesi e degli ausili, fermi dal 2008. Sono state le richieste fatte durante la manifestazione di protesta e sensibilizzazione dell’opinione pubblica che si è svolta lunedì scorso davanti a Montecitorio dall’Aisla, in occasione della giornata mondiale per la Lotta alla Sla. Appoggiata da oltre quindici associazioni che si battono per i diritti dei disabili, hanno partecipato alla protesta oltre 250 persone, arrivate da tutta Italia, tra cui anche circa 50 malati di Sla, di cui molti in carrozzina, allettati o addirittura tracheostomizzati.
Dalla mezzanotte di domenica 20 giugno, la deputata radicale Maria Antonietta Farina Coscioni, ha ripreso lo sciopero della fame di dialogo e lotta per il rispetto dei diritti dei malati. Iniziativa che già l’aveva vista protagonista l’autunno scorso insieme coni quattro malati di Sla sardi. Dunque vecchie richieste, costanti proteste e solita indifferenza da parte della politica. Nonostante la presenza di diversi schieramenti politici alla manifestazione, Pd, Rifondazione comunista, Udc e Idv, e una rassicurazione a fine giornata da parte del sottosegretario alla Presidenza del consiglio Gianni Letta, «da oggi il vostro presidio sono io», l’idea è che per i malati di Sla, e le loro famiglie, sarà ancora un’altra lunga estate di attesa.

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