CROCE ROSSA, PDM: DA RADICALI NESSUNA ACCUSA, IL FALLIMENTO DELLA GESTIONE COMMISSARIALE E’ SCRITTO NELLA RELAZIONE DELLA CORTE DEI CONTI

“Signor Presidente, intervengo per sollecitare l’attuazione dell’ordine del giorno sulla Croce rossa, il n. 9/4865/A-R/10, a mia prima firma e a firma dei colleghi Radicali. – ha dichiarato il deputato radicale Farina Coscioni lo scorso 5 giugno, al termine della seduta pomeridiana della Camera dei deputati – Si tratta di un ordine del giorno accolto dal Governo lo scorso 26 gennaio, con il quale l’Esecutivo ha assunto un preciso impegno nei confronti della Croce rossa italiana. Visti i risultati, a nostro avviso fallimentari, raggiunti dal commissario straordinario (che in più di tre anni non è riuscito a raggiungere uno solo degli obiettivi per i quali era stato nominato nel 2008), sarebbe opportuno dare immediata attuazione al nostro atto di indirizzo con cui abbiamo chiesto di ridurre nella misura del 50 per cento il compenso di 229.489,43 euro pagati annualmente al commissario straordinario, anche al fine di evitare che questa nuova proroga, che gli è stata concessa fino al prossimo settembre, non diventi una misura premiale per non avere eliminato le criticità organizzative e gestionali che affliggono la Croce rossa italiana. Entro lo scorso 1o giugno dovevano essere svolte le elezioni degli organi statutari ai vari livelli della Croce rossa italiana, ma anche questo impegno, insieme all’altro che ho appena citato, è caduto nel vuoto. Quindi, mi riprometto quotidianamente di sollecitare l’attuazione di questo ordine del giorno, che è stato accolto dal Governo lo scorso 26 gennaio.”

A seguito dell’intervento della parlamentare radicale il commissario straordinario della CRI, avv. Francesco Rocca, ha scritto sul suo profilo “facebook”,“Protetti dall’immunità parlamentare possono dire ciò che vogliono….. Diventa una lotta impari…… Che tristezza….” e ancora “Mi riferisco ad un parlamentare che ha parlato di miei fallimenti sugli obiettivi assegnatimi. Parlano senza leggere i report della Corte dei Conti, parlano senza conoscere i numeri, parlano senza conoscere le norme, parlano per proteggere alcune caste che sentono minacciato il loro parassitismo… Tutti i tecnici che hanno approcciato il lavoro svolto in questi tre anni di commissariamento hanno apprezzato il mio lavoro ed hanno notato la mancanza di norme adeguate per risolvere alcuni problemi strutturali. Io a questo punto spero solo che arrivi la riforma, una riforma legislativa chiara e rispettosa dei principi di Croce Rossa, ed io possa lasciare il mio incarico il prima possibile”.

Delle due una, o la Corte dei Conti ha sbagliato a evidenziare che nella Croce Rossa «attualmente persistono criticità organizzative e gestionali» consistenti nell’inesistenza di una dotazione organica del personale militare i cui oneri sono aumentati nel 2009 rispetto al 2008, nella notevole complessità organizzativa e gestionale che determina discrasie gestionali, nella mancata istituzione in tutte le sedi periferiche della Tesoreria unica, nell’incidenza dei residui attivi provenienti dagli esercizi pregressi che condizionano il risultato di amministrazione, con la conseguenza che l’avanzo di amministrazione realmente disponibile (per l’esercizio finanziario 2010) non è completamente utilizzabile, nell’esistenza di convenzioni «in perdita» per i servizi di pronto soccorso e trasporto infermi e infine nell’impatto negativo che la questione della Siciliana Servizi Emergenza SpA posta in liquidazione e della quale la Croce Rossa Italiana è socio unico ha avuto sui medesimi bilanci, oppure la Corte ha ragione e quindi non si comprenderebbe per quale ragione il Governo abbia riconfermato l’avvocato Francesco Rocca come commissario straordinario.

Sono certo che il l’avvocato Rocca vorrà dire la sua in merito alla situazione in cui versa la Croce Rossa e per questo motivo lo invito a partecipare alla trasmissione “Cittadini in divisa” che andrà in onda su Radio radicale lunedi prossimo, 11 giugno, come ho già fatto con alcuni esponenti delle Organizzazioni sindacali della CGIL e dell’USB che hanno già accettato con entusiasmo affinché l’informazione e il confronto su questi temi siano reali.”

Lo scrive sul sito web www.partitodirittimilitari.org Luca Marco Comellini, Segretario del Partito per la tutela dei Diritti di Militari e Forze di polizia (Pdm)

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