CASO HARLAN: SI ALLA LIBERTA’ DI RICERCA SCIENTIFICA, NO AI POLVERONI

 

Quello che segue è l’articolo di Maria Antonietta Farina Coscioni, deputata radicale e presidente onoraria dell’associazione Luca Coscioni che sarà pubblicato su “Notizie Radicali” sul caso Harlan e la vicenda delle 900 scimmie destinate alla sperimentazione scientifica. Nel riprendere si prega di citare la fonte

 

Non entro nel merito del caso Harlan, le circa 900 scimmie in arrivo dalla Cina, destinate alla sperimentazione scientifica. Il ministro della Salute Balduzzi ha disposto controlli sia sull’attività dell’azienda che sulle condizioni in cui gli animali sono custoditi, vedremo l’esito

dell’inchiesta: se vi sono stati abusi e violazioni è giusto che siano puniti.

 

La questione che sollevo è di carattere più generale. Ancora una volta, si fa una gran confusione, equiparando sperimentazione scientifica a vivisezione; e si continua ad accreditare l’immagine di scienziati e ricercatori come emuli sadici di Mengele. Sconcerta poi che personaggi come l’ex ministro Brambilla, il cui operato ben si ricorda quando hanno avuto responsabilità di governo, cavalchino queste “battaglie del cuore”, pensando così di

recuperare una credibilità perduta. Mi chiedo dov’erano quando si trattava di garantire a Luca Coscioni, e a decine di malati come lui, il diritto alla vita, alla non sofferenza, alla cura e all’assistenza. Per Luca e le decine di malati come lui, mai, da costoro, si è levata una voce che non fosse di condanna e di negazione.

 

La verità, come ci ricordano scienziati e ricercatori di cui questo paese dovrebbe essere orgoglioso, é che l’Italia non é ancora uscita dal Medio Evo e ha verso la scienza un atteggiamento schizofrenico: buona, quando cura le malattie; perversa, sadica quando usa gli animali e utilizza gli OGM, poco importa se poi da questi ultimi si ottengono coltivazioni migliori e in maggiore quantità, che salvano da morte per fame certa milioni di esseri umani.

 

Questo atteggiamento schizofrenico è tra le ragioni che inducono decine di scienziati e ricercatori, il nostro più prezioso know how, a emigrare. Ostacolare la sperimentazione significa rinunciare alla ricerca di base che ancora fornisce molte e utili informazioni sui meccanismi fisio-patologici dell’organismo umano e animale e favorisce la realizzazione e la messa a punto di nuove tecniche terapeutiche. Mi chiedo se siamo consapevoli che tutto ciò che viene applicato sull’uomo o utilizzato dall’uomo è stato provato sempre prima sugli animali. Non mi riferisco solo ai farmaci, ma anche ai biomateriali, alle protesi, ai mezzi di contrasto, ai conservanti, ai coloranti.

 

Il mio, dunque, è un SI alto e forte alla libertà di ricerca come voleva Luca, che per questa libertà, si è battuto fino alla fine; e un NO altrettanto alto e forte alle demagogie, alle speculazioni e alle strumentalizzazioni per accattare consensi e plausi a buon mercato.

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