Biotestamento, il Pdl tira dritto: si riparte dal testo del Senato

ROMA – La commissione Affari sociali della Camera ha deciso: il testo base per arrivare a una sul testamento biologico resta quello approvato dal Senato dalla maggioranza, il cosiddetto disegno di legge Calabrò. Il provvedimento prevede la possibilità di firmare la Dichiarazione anticipata di trattamento, che però non è vincolante per i medici. La votazione ha visto 24 voti favorevoli e 18 contrari. L’Udc ha votato con il Pdl a favore del testo.

La scelta del testo base è stata fatta “nel rispetto dell’articolo 55 della Costituzione che riconosce il bicameralismo perfetto. Il lavoro svolto da una delle due Camere non può essere disatteso e ignorato dall’altra. Non potevamo non tenere conto di quanto già fatto al Senato”. Così il relatore del provvedimento, Domenico Di Virgilio, spiega la decisione di ripartire, alla Camera, dal ddl Calabrò. “Sono convinto- spiega Di Virgilio nella sua relazione finale- che non possiamo non tenere conto del lungo e fattivo lavoro svolto su questo tema. In aula al Senato- ricorda- ci sono state circa 70 votazioni a scrutinio segreto con un voto favorevole più largo rispetto ai numeri esprimibili dalla maggioranza”. Tuttavia per il relatore il testo è ancora “migliorabile”. Lo stesso Di Virgilio è intenzionato a presentare “emendamenti” in aula.

PD: “IL PDL PARLA DI DIALOGO MA RIPROPONE LO SCONTRO” – “Di Virgilio e il Pdl parlano di dialogo ma ripropongono lo scontro. Dopo tre mesi di approfondito dibattito, a fronte di una opposizione che ha dimostrato tutta la volontà di dialogare e dopo oltre trenta audizioni che hanno suggerito cambiamenti al testo Calabrò, il relatore, anziché presentare un nuovo testo base o fare un comitato ristretto, ha scelto di ripresentare il testo dello scontro”. È il commento di Livia Turco, Pd, dopo il voto in commissione Affari Sociali sul biotestamento.

“Si parla di dialogo- sottolinea Turco, che è capogruppo in commissione- ma si pratica lo scontro e perciò abbiamo votato contro l’adozione del testo Calabrò come testo base della discussione alla Camera. E’ infine importante che su questo aspetto procedurale di grande rilievo abbia votato in modo compatto tutto il gruppo del Pd”.

NO ANCHE DALLA BINETTI – Contrario anche il voto di Paola Binetti, esponente teodem del Pd: “Avevo già detto- spiega Binetti- che condividevo l’impianto generale del ddl Calabrò, ma sarebbe stato più corretto da parte della maggioranza dire che alla Camera si ripartiva direttamente da quel testo. Invece ci hanno lasciati sospesi per diverse settimane per poi arrivare a questa conclusione che era quella largamente prevista”.

COSCIONI: “GIOCO SPORCO SULLA PELLE DEI MALATI” – Riproponendo il ddl Calabrò come testo base alla Camera sul testamento biologico, la maggioranza “ha fatto un gioco sporco sulla pelle dei malati”. È il commento a caldo di Maria Antonietta Farina Coscioni, Pd, dopo il voto in commissione Affari Sociali a Montecitorio.

28 ottobre 2009
Fonte: Dire

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