Biotestamento, finto passo avanti della Camera

Una modifica importante al dl Calabrò sostenuta dalla maggioranza ma sulla quale subito Eugenia Roccella, Sottosegretario alla Salute, ha frenato precisando che “questa apertura non è il riconoscimento di aver sbagliato con il testo Calabrò” licenziato dal Senato, ma si è resa necessaria per la presentazione di un altro emendamento – ancora non approvato – che allarga la platea di persone alle quali si applicherà la legge, vale a dire non solo i pazienti in stato vegetativo ma anche i malati terminali.

A fare eco a Roccella, lo stesso di Virgilio: “Non c’è nessun passo indietro: nel testo si conferma che idratazione e nutrizione artificiale non sono terapie mediche e dunque non sono oggetto di dichiarazione anticipata di trattamento (Dat). Non possono essere sospese, se non in casi eccezionali, quando cioè risultano inefficaci a fornire i principi nutritivi necessari al paziente”. L’emendamento infatti recita che alimentazione e idratazione “devono essere mantenute fino al termine della vita ad eccezione dei casi in cui le medesime risultino non più efficaci nel fornire al paziente i fattori nutrizionali necessari alle funzioni fisiologiche essenziali del corpo”. E a decidere se idratazione e nutrizione non siano più efficaci per il paziente, sarà il medico, “l’unico responsabile di giudicare, in scienza e coscienza, la condizione clinica dell’assistito” come recita l’emendamento di di Virgilio.

Un passo avanti e due indietro. “Questo equivale a rendere inapplicabile la norma perché – ha spiegato la deputata radicale Maria Antonietta Farina Coscioni a Radio Radicale – nessun medico si assumerà mai la responsabilità di interrompere la nutrizione e l’idratazione senza che questo sia chiaramente indicata nella legge. Tanto più che proprio in base al medesimo emendamento l’idratazione e la nutrizione non possono essere oggetto di dichiarazione anticipata di trattamento governo e maggioranza ammettono dunque di aver sbagliato, ma introducono un cavillo legislativo per impedire ai cittadini di poter scegliere”.

“I medici – ha affermato il senatore Pd Ignazio Marino – in scienza e coscienza sanno perfettamente quando una terapia non è più efficace e non è necessario che il Parlamento lo indichi in una legge. Possiamo parlare di nutrizione artificiale o di un’altra terapia: perché la destra non si impegna a scrivere una legge che affermi con forza che se un antibiotico non è necessario non bisogna darlo o non occupiamo due o tre legislature, come accaduto per la legge sul biotestamento, a scrivere che non dobbiamo somministrare farmaci antiepilettici a chi non ne ha bisogno?”.

“La questione di fondo della legge – ha concluso Marino – non è se una terapia sia utile o non utile, il principio che dovrebbe essere stabilito è che ogni individuo deve essere libero di decidere a quali terapie sottoporsi oppure non sottoporsi. E nella legge che vuole la destra questo diritto è negato”.

E.M.
Fonte: Agenzia Radicale

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