Nucleare, Farina Coscioni: Saluggia e il vercellese hanno già dato abbastanza

L’attuale governo di centro-destra ha deciso che Saluggia e il vercellese rientrano tra le località interessate al piano di “produzione di energia elettrica nucleare, di impianti di fabbricazione di combustibile nucleare, dei sistemi di stoccaggio del combustibile irraggiato e dei rifiuti radioattivi nonché dei sistemi per il deposito definitivo dei materiali e rifiuti radioattivi”.

Senza entrare nel merito delle scelte del governo in materia di nucleare – scelta che giudico sbagliata e controproducente perfino per gli obiettivi che si sostiene di voler perseguire – osservo che la scelta di Saluggia è assolutamente inidonea. Vi sono infatti problemi di impatto ambientale che non possono essere ignorati ed elusi.

A Saluggia sono già ubicati il Centro Eurex (originariamente destinato al trattamento del materiale radioattivo e ora utilizzato come deposito di rifiuti radioattivi) nonché il deposito di Avogadro che contiene circa il 75 per cento delle scorie nucleari liquide d’Italia; siti che più volte hanno dato origine a casi di contaminazione; questi gli episodi più gravi si sono verificati:

Nel Giugno del 2004, quando la “piscina” dell’impianto Eurex ha cominciato ad “inumidirsi” dall’esterno.

Nel Maggio del 2006, quando dall’impianto Eurex si sono verificati rilasci liquidi radioattivi in modo incontrollato, con rischio di inquinamento delle falde acquifere.

Nel Marzo 2007 l’Arpa Piemonte ha segnalato una contaminazione anche in un pozzo di Casale Benna.

Il 2 novembre 2008 la trasmissione “Report” ha segnalato numerosi casi di contaminazioni a persone.

Va inoltre considerato che i siti di Saluggia sono posti a ridosso degli argini della Dora Baltea dove le alluvioni sono frequenti al punto che ha seguito di una di queste nel 2000 si sono allagate alcune zone non convenzionali del sito dell’Eurex. In quell’occasione il premio Nobel Carlo Rubbia affermò che si era sfiorata una “catastrofe planetaria”.

L’Agenzia Protezione dell’Ambiente e per i Servizi Tecnici ha riconosciuto in una relazione ufficiale che il sito in questione è “l’unico che non abbia i requisiti che oggi dovrebbe avere un deposito nucleare”; il responsabile dell’Area Ambiente della Sogin ha dichiarato che anche la “Piscina” del sito in questione “ha delle perdite…sistematiche dovute agli assestamenti del manufatto che si sono innescati fin dall’origine”.

Per questo ritengo necessario e opportuno che Saluggia sia esclusa dai siti futuri di lavorazione e stoccaggio del materiale nucleare. Per questo ho presentato al Governo, e specificatamente ai ministri dello sviluppo economico, del lavoro e dell’ambiente, di fornire tutte le garanzie necessarie perché la salute delle popolazioni di Saluggia e dei centri vicini – circa centomila persone – non sia messa a rischio come fatalmente accadrebbe se il progetto governativo dovesse avere attuazione”.

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