Bagnolo, un dibattito sul testamento biologico alla Ctl

Dalla sala del Ctl, durante l’incontro “Testamento biologico una scelta indipendente, una libertà necessaria” organizzato martedì sera dai circoli locali di Sinistra ecologia e libertà e Pd, Mina Welby – moglie di Piergiorgio Welby scomparso il 20 dicembre 2006 dopo anni di malattia e una lunga battaglia contro l’accanimento terapeutico rivendicando la “libertà di scelta” – ha annunciato che chiederà alla deputata Maria Antonietta Farina Coscioni, moglie di Luca Coscioni, di presentare una proposta di legge sulla ricerca scientifica e l’utilizzo delle cellule staminali per andare a colmare il difetto della legge 40. Non solo. La Welby ha ribadito l’importanza della realizzazione di un registro dei testamenti biologici per il diritto all’autodeterminazione dell’individuo.

La serata, che ha affrontato uno dei temi da tempo sostenuti da Sel e annunciato la discussione in Consiglio comunale, ha visto la partecipazione di tanti cittadini, del sindaco di Bagnolo Paola Casali e di numerosi politici. Oltre a Mina Welby, dirigente dell’associazione Luca Coscioni, hanno affrontato il tema le rappresentanti del comitato Alta Voce Carla Ruffini (anche coordinatrice provinciale di Sel) e Luciana Caselli. Un intervento di Donatella Chiossi, malata di Sla e fondatrice del comitato che dal 2007 si impegna nella promozione del registro per il testamento biologico, è stato letto dal marito Stefano Daolio. Donatella era presente nella sala del Ctl con un computer a controllo oculare che le permette di comunicare.

“Stasera – ha espresso Donatella nel suo intervento – noi stiamo vivendo un grande atto di democrazia capace di commuovermi anche perché attualmente sono così rari: il cittadino di Bagnolo oggi si sente tutelato e rappresentato ma soprattutto vive una condivisione di valori tradotti in atto pubblico. E non è cosa da poco credetemi e a chi replica che solo una legge può legittimare il testamento biologico noi ribadiamo che solo in parte è vero perché non è un atto simbolico istituire il registro dei testamenti biologici presso il proprio comune. Lo facciamo davanti al sindaco, diretta emanazione dello stato e soprattutto davanti alla giunta e al consiglio comunale che sono la prima istanza democratica più vicina al cittadino; anzi rovescio il ragionamento affermando che sono i nostri rappresentanti, scelti e votati da noi”.

Cosa dovrebbe esattamente prevedere una legge sul testamento biologico? Secondo Donatella in primo luogo “il principio all’autodeterminazione della persona nella scelta delle cure sancito dall’art. 32 della Costituzione. Ogni cittadino ha il diritto di essere informato sulle terapie cui può venire sottoposto e di dare o non dare il proprio consenso, di mantenerlo o di interromperlo nel corso del tempo. Questo diritto va esteso a quelle tecnologie biomedicali esterne al proprio corpo che permettono la sopravvivenza nei casi di gravi incidenti o gravi malattie, come la ventilazione polmonare invasiva effettuata tramite la tracheostomia (quando la persona non può respirare naturalmente), la nutrizione e l’idratazione artificiali invasive (quando la persona non può mangiare e bere naturalmente). In questi casi l’interruzione delle terapie non consente la sopravvivenza, ma questo non significa uccidere una persona ma accettare la fine naturale della vita”.

“I politici – ha precisato Donatella – si dimenticano che la nostra Costituzione nata dopo la guerra, sancisce un diritto cioè quello della libertà di cura, non potendo prefigurare lo sviluppo e la nascita di nuove cure cioè delle tecnologie mediche passibili o meno di essere interrotte”. “Esigo con forza – ha concluso Donatella – che venga data una speranza ai malati aprendo in Italia la ricerca sulle cellule staminali anziché proseguire soltanto la via farmacologica. Esigo che venga accettato il nostro ruolo di “protagonisti” del doloroso percorso che ci è toccato”.

Mina Welby ha chiesto a Donatella Chiossi di rafforzare l’appello per una proposta di legge sulla ricerca scientifica con una lettera indirizzata alla deputata Coscioni. Dopo Cavriago, Quattro Castella e Albinea anche il Comune di Bagnolo, sollecitato da una petizione, è pronto a fare un passo avanti nel diritto all’autodeterminazione dell’individuo.

Fonte: Reggio24ore

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