AUGURI NON FORMALI AL NEO-MINISTRO DELLA SALUTE BALDUZZI

SI PUO’, SI DEVE COMINCIARE DALL’ANNOSA QUESTIONE DEI LEA…
DICHIARAZIONE DI MARIA ANTONIETTA FARINA COSCIONI, DEPUTATA RADICALE E PRESIDENTE ONORARIA DELL’ASSOCIAZIONE LUCA COSCIONI
 
Roma 16 novembre 2011
 
 
“Al neo-ministro della Salute Renato Balduzzi formulo i più sinceri e non rituali auguri di buon lavoro. Lo attende un compito non facile, dopo la terra bruciata lasciata in eredità dai suoi predecessori, che sono riusciti a coniugare in modo ogni giorno sorprendente supponenza e arroganza a letterale ignoranza delle cose di cui erano chiamati – ahinoi – ad occuparsi: l’ultima vicenda relativa alle linee guida sulla fecondazione assistita a governo scaduto, è emblematica e significativa.
 
Al professor Balduzzi spetta il non facile compito di ricostruire e recuperare quel clima di fiducia e di rispetto che i suoi predecessori hanno gravemente pregiudicato, e che costituisce la premessa per un possibile lavoro comune a favore di malati e delle loro famiglie. Ci attendiamo che – al contrario dei suoi predecessori – non ostacoli la libertà di ricerca; che – al contrario dei suoi predecessori – i suoi atti di governo siano improntati a ragionevolezza e misericordia; che – al contrario dei suoi predecessori – sappia, possa e voglia aprire tempi di discussione e approfondimento, e presti la dovuta attenzione alle “domande giuste” che vengono dalla società; che – al contrario dei suoi predecessori – sappia, possa e voglia mantenere fede a quanto disse in occasione del referendum sulla legge 40, quando auspicò “di fare insieme un supplemento di riflessione” che venne invece pervicacemente negata; e rivolto “ai pastori della Chiesa italiana” chiese di proseguire con determinazione nella comunicazione serena e pacata di una concezione antropologica, attenti più ai valori che alle convenienze, senza pensare che esistano leggi di per sé intoccabili”.
 
Mi attendo che in coerenza al suo impegno passato, finalmente risolva l’annosa questione dell’aggiornamento dei LEA e delle prestazioni. Sarebbe un concreto e bel gesto di discontinuità col passato: un gesto che da tempo si attende e che restituirebbe un po’ di quella serenità di cui migliaia di malati e le loro famiglie hanno diritto e di cui da troppo tempo sono stati privati”.

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