ATTENZIONE: Non c’è stato alcun voto per il caso Green Hill

Pensavo che chi ha sostenuto falsamente certe posizioni, vi avesse aiutato a capire cosa ho detto. Lo trovate anche in audio-video sul sito della Camera! Ci provo ma lungi da me la presunzione di farvi cambiare idea!

Maria Antonietta

MARIA ANTONIETTA FARINA COSCIONI. Signor Presidente, userò le stesse parole del professor Giulio Cossu, un professore di istologia dell’università di Milano, arruolato oggi a Londra presso l’University College, con le quali ha risposto a chi nutre legittime perplessità sull’utilizzo del modello animale per la sperimentazione, per la ricerca scientifica.

Difendere la libertà di ricerca certo non vuol dire difendere la libertà di torturare e di vivisezionare animali. Comunque, equiparare ricerca di base a vivisezione è frutto di una profonda ignoranza della situazione attuale. Notate che tutte le foto di animali vivisezionati sono in bianco e nero e ingiallite, perché vecchie di decenni. La ricerca di base può richiedere il sacrificio, sotto anestesia, di animali di laboratorio che vengono utilizzati a favore della specie umana. Si potrebbe discutere dell’utilità, ma ogni volta che entri in farmacia per acquistare un antibiotico o un altro farmaco, che può salvare la tua vita o quella di un tuo caro, devi pensare che la dose efficace e non tossica è stata sperimentata su animali. Altrimenti, l’avresti dovuta assumere tu o qualcun altro, senza sapere di possibili effetti positivi o negativi.

È vero. In qualche raro caso, vedi il caso della talidomide, i test sugli animali non avevano rivelato il potenziale teratogeno, cioè di indurre malformazioni che poi causò focomelia nei bambini nati da madri che l’avevano assunto in gravidanza. È anche vero che si cita questo esempio, che è l’unico tra decine di migliaia di farmaci che ogni giorno salvano milioni di vite. La ricerca di base è soggetta a regole molto severe e gli animali sono mantenuti in condizioni ottimali di densità, temperatura, umidità, qualità del cibo. Ogni intervento è effettuato in anestesia totale e spesso si tratta, almeno per i moderni esperimenti di terapia genica e cellulare, di iniezioni di cellule e di vettori virali, le stesse che stanno entrando in sperimentazione

clinica per molte malattie fino ad ora incurabili.

Non è vero che gli esperimenti sugli animali non servono a niente. Alcuni saranno anche inutili, altri no. Da molti anni il mio gruppo di ricerca studia la distrofia muscolare di Duchenne, una grave e, purtroppo, non rara malattia genetica che colpisce i muscoli dei pazienti, portandoli progressivamente alla perdita totale della motilità.

Non esiste una cura e il mio gruppo sperimenta una nuova strategia di terapia cellulare basata sul trapianto intra-arterioso di cellule staminali adulte. Abbiamo verificato l’efficacia e la sicurezza del trattamento, prima sui topi e poi sui cani affetti da distrofia muscolare, malattia che colpisce tutti i mammiferi e non solo l’uomo. I risultati positivi ci hanno permesso di iniziare una sperimentazione clinica riducendo al minimo i rischi per i pazienti. La pubblicazione del lavoro sui cani mi valse molte e-mail con opposto contenuto: molte, da parte di pazienti e loro familiari, esprimevano apprezzamento e gratitudine, alcune contenenti insulti e minacce. Anche Il Mattino di Napoli, in un articolo apparso nel dicembre 2006 titolava: «Telethon, cani da vivisezionare», assumendo che una iniezione equivalga ad una vivisezione.

Cosa possiamo dedurre da questa vicenda? Innanzitutto, che l’opinione che ognuno si fa sulla sperimentazione animale è molto influenzata dalla sua condizione di malato o di persona sana. Poi è difficile per i non addetti ai lavori documentarsi direttamente su come avviene la sperimentazione animale oggi.

Noi abbiamo riportato la prima guarigione di topi e cani distrofici: la distrofia muscolare colpisce quindi anche i mammiferi e l’uomo. Nella colonia di Parigi, invece di essere uccisi o lasciati morire, come capita a tutti i loro simili, i cani distrofici sono curati e assistiti nella speranza di trovare una cura definitiva. Grazie a questi studi abbiamo iniziato a sperimentare questa terapia sui pazienti affetti da distrofia muscolare. Se qualcuno conosce un sistema alternativo che permetta di misurare la funzione di un grande muscolo scheletrico di mammifero, sarei felice di conoscerlo e così anche le associazioni dei parenti dei bambini malati, che sarebbero perplessi nell’apprendere che gli animalisti auspicano una sperimentazione diretta sui loro figli.

In conclusione, non si può fare di ogni erba un fascio: se esistono casi di vivisezione questi vanno denunciati…Gli animalisti auspicano una sperimentazione diretta sui loro figli. In conclusione, non si può fare di ogni erba un fascio. Se esistono casi di vivisezione, questi vanno denunciati, gli esperimenti sospesi e i responsabili puniti.Detto questo, bisogna ricordare che, senza ricerca di base, non ci può essere ricerca applicata e clinica e, quindi progresso nella medicina e questo non è quello che credo voi vorreste annunciare a chi soffre di una malattia oggi incurabile.

Per questo, su questo articolo mi asterrò.

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