AMIANTO: DOPO DECINE DI INTERROGAZIONI FINALMENTE QUALCOSA SI MUOVE? PRIMI TIMIDI PASSI DEL MINISTRO DELLA PUBBLICA ISTRUZIONE.

 

“Dopo decine di pubbliche denunce e di interrogazioni, finalmente qualcosa si muove, e il ministro della Pubblica istruzione Gelmini  sembra scuotersi del suo torpore e annuncia provvedimenti. Sono annunci tardivi, ma e’ pur sempre qualcosa, a fronte della sostanziale inerzia delle istituzioni, di quanti possono e devono, ma assistono inerti a una strage quotidiana che si consuma da anni.

Per quel che riguarda lo scandalo – letterale – dell’amianto presente negli istituti scolastici, avevo con i miei compagni radicali presentato gia’ una settimana fa un’interrogazione urgente: l’ennesima, perche’ sono piu’ di  dieci le interrogazioni che ho presentato dall’inizio della legislatura sui gravi danni alla salute delle persone e all’ambiente provocati dall’eternit e dall’amianto. Interrogazioni alle quali il Governo, come risposta, ha opposto solo e únicamente un assordante silenzio.

Alle procure della Repubblica ricordo che esiste un instituto che si chiama “obbligatorieta’ dell’azione penale”, che la magistratura gelosamente difende. Mi chiedo come mai e perche’ – con la lodevole eccezione del procuratore di Torino Guariniello – si assista sostanzialmente indifferenti alla quotidiana strage che si consuma.

Per quel che riguarda gli istituti scolastici e’ necessario e urgente innanzitutto predisporre una mappatura, un censimento delle scuole da bonificare, in modo che si possa almeno avere una dimensione esatta del fenomeno.  Si tratta poi di predisporre gli adeguati controlli medici e sanitari sugli alunni e sul personale insegnante e scolastico che e’ – e continua ad essere – a contatto con l’amianto.

Una questione di competenza dei Comuni, delle Regioni e dei Ministeri della Salute e della Pubblica Istruzione e che non e’ certo limitata alle sole citta’ di Roma o Milano, alle sole regioni Lazio e Lombardia.E’ una questione nazionale, perche’ l’amianto, l’eternit e’ stato utilizzato e disseminato  ovunque, un vero e proprio attentato di massa alla salute di tutti noi.

 

Segue interrogazione

Al ministro della Salute

al ministro della Pubblica Istruzione,

premesso che, secondo quanto riferito da numerosi organi di stampa l’amianto sarà rimosso, in tempi brevi, da undici delle trentaquattro scuole milanesi  dove ne è stata riscontrata la presenza;

che il Comune di Milano che ha diffuso un elenco degli istituti in cui i lavori di bonifica sono già programmati e, in alcuni casi, già cominciati;

che alla scuola dell’infanzia di via Monterotondo 10 la bonifica è la più lunga e complessa. Iniziati il primo luglio, i lavori dureranno fino a metà novembre e i piccoli finiranno temporaneamente in un altro istituto. Destino simile per altri due istituti (via Barabino e via Viterbo 43) dove la ditta incaricata dell’appalto sarà costretta a sforare il limite del 30 agosto. In via Suzzani invece i primi interventi, cominciati a maggio, dovrebbero concludersi a ferragosto;

 

che, secondo quanto annunciato entro l’estate saranno bonificate anche le scuole di via Watt 39, via Scialoia, via San Mamete e via Martinengo. Non si metterà mano all’amianto prima di Natale, invece, alla scuola secondaria di via Giulio Romano, dove la “fine lavori” è fissata per il 31 gennaio 2001, e alla scuola dell’infanzia di via Viterbo 7, da cui i bambini dovranno spostarsi già dal 30 ottobre.

che all’appello, però, mancano una ventina di scuole, dove la presenza dell’amianto è sicura  –  o molto probabile  –  e per le quali non esiste ancora una data di inizio e di fine dei lavori;

che secondo quanto dichiarano gli eserti “tirare le fila della questione amianto nelle scuole infatti è complesso e il “peccato originale” sta nella mancanza di un censimento rigoroso, in passato, da parte del Comune”;

che la dimostrazione di quanto sopra affermato, e’ documentata da alcuni episodi recenti: in via Morosini il materiale nocivo è stato scoperto per caso grazie allo scrupolo di un tecnico dell’Asl chiamato dai genitori dei bambini, mentre in via Ragusa i risultati dell’indagine (condotta dai tecnici del Comune) che ha riscontrato la presenza di amianto sono stati trasmessi all’Asl appena qualche giorno fa;

che entrambi questi edifici, peraltro, non compaiono nell’elenco degli istituti da bonificare fornito da Palazzo Marino;

che ad accrescere la confusione c’è poi il fatto che dalla lista delle scuole “fortunate”, cioè quelle che saranno messe a norma entro l’estate, sono rimaste escluse alcune strutture dove la presenza dell’amianto è certa, come ad esempio le scuole dell’infanzia di via San Bernardo da Chiaravalle 19, di via Scalabrini 7, di via Oglio, la scuola paritaria di piazza XXV aprile 8, l’asilo nido di via Lope de Vega 37, la scuola media di via Ugo Betti 71: il piano non è ancora partito e sembra davvero difficile che i lavori possano iniziare e terminare prima dell’inizio dell’anno scolastico;

chepoi ci sono i casi senza speranza, come la scuola dell’infanzia di via Ghini: dal Comune fanno sapere che si “procederà alla demolizione dell’edificio e che la presenza dell’amianto è stata rilevata nelle pareti interne, nei controsoffitti e nelle pavimentazioni viniliche”. Stessa sorte per via Del Volga 7 e via Martinetti 23, dove la progettazione definitiva di demolizione e ricostruzione ex-novo è in corso.

Per sapere, in ordine a quanto sopra esposto, nell’ambito delle proprie prerogative e facolta’, quail iniziative urgent si intendono promuovere, sollecitare, adottare;

Se in particolare non si ritenga opportuno, necessario e urgente  invitare tutte le regioni italiane a effettuare una mappatura e un censimento degli istituti scolastici a rischio inquinamento amianto, in modo da avere un’esatta dimensione del problema;

 

Se non si ritenga opportuno, necessario e urgente che tutto il personale scolastico sia sottoposto a visite mediche per sapere se la prolungata esposizione all’amianto abbia provocato danni e conseguenze alla loro salute;

Se non si ritenga che ad analoghe visite mediche debbano essere sottoposti gli alunni e le alunne degli istituti scolastici a rischio amianto.

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