ACCANIMENTO CONTRO ELUANA. E IL PADRE SCEGLIE IL SILENZIO

A farlo reagire in questo modo la presa di posizione di Franco Cuccurullo, presidente del Consiglio superiore di Sanità e rettore dell`Università di Chieti. In un`intervista all`Avvenire ha parlato della decisione della Cassazione di sospendere l`alimentazione forzata come di un atto di eutanasia. Parole molto chiare, dure. «Penso che si apra una deriva pericolosa per le persone incapaci – ha detto -. C`è una forte spinta vitale in Eluana, tanto che per fermarla occorre sospendere idratazione e alimentazione. Credo che la morte sopravverrà per insufficienza renale dovuta a disidratazione, e questa non è la sua patologia». Comprensibile il silenzio scelto da Englaro. Anche perché sa che fino alla fine, non lo lasceranno in pace.

«So che le proveranno ancora tutte per ostacolarmi, è un gioco senza fine. Ma adesso andrò avanti in silenzio per la mia strada».

Gli ostacoli che si frappongono tra lui e il compimento della volontà di Eluana di non vivere come una vegetale sono tanti. Ci si sono messe di mezzo anche 34 associazioni che si sono rivolte alla Corte europea per i diritti dell`uomo di Strasburgo. La Corte, per il momento, ha aperto solo il fascicolo, ma non ha ritenuto necessario applicare la procedura d`urgenza per come stabilita dalla regola 39. Ma la sola apertura del fascicolo ha fatto gioire i molti che stanno facendo di tutto per piegare il caso Englaro ai loro fini: cioè dimostrare che la vita è vita a tutti i costi. Anche quando un corpo giace privo di desideri, di sentimenti, di relazioni. La sottosegretaria alla Salute Eugenia Roccella ha parlato di una «decisione significativa e importante». «Evidentemente la Corte – ha affermato – ha giudicato che ci fossero elementi congrui per prendere in considerazione il ricorso. È molto importante ed indicativo, cioè, che il ricorso non sia stato respinto». Il dato fondamentale sarebbe che siano state «proprio le associazioni dei malati, finora di fatto inascoltate, ad aver presentato il ricorso. La Corte ha cioè considerato che le associazioni dei malati sono direttamente coinvolte e dunque legittimate a presentare ricorso». Di parere opposto Maria Antonietta Farina Coscioni, deputata radicale e co-presidente dell`Associazione Luca Coscioni: «La Corte europea ha ricevuto un plico e ne ha dato comunicazione ai mittenti. Nulla di più, ma qualcosa in meno: non ha ritenuto di procedere con urgenza, come richiesto dai ricorrenti».

Le trappole non sono finite. Tra gli strumenti che potrebbero essere utilizzati quello di un intervento legislativo. I tempi non dovrebbero essere congrui a bloccare la decisione della famiglia Englaro, ma questo potrebbe comunque ritardare ulteriormente i tempi. Tra le difficoltà da affrontare c`è infatti quella di trovare una struttura e un medico in grado di assistere Eluana in questo ulteriore passaggio. Eluana, anche tecnicamente, non verrà infatti sottoposta a eutanasia, ma le;verrà sospesa, senza sofferenza, la terapia che la tiene ostinatamene in vita. Non eutanasia, quindi, nia fine dell`accanimento terapeutico. Lo stesso accanimento che si sta infliggendo al padre. Che ancora una volta ha dato una bella lezione di stile. Davanti alle urla dei fondamentalisti ha scelto di tacere.

Beppino Engiaro

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